Trump pistolero con la Cina, proiettili vaganti sul mondo

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Trump pistolero con la Cina, proiettili vaganti sul mondo
Grande è la sorpresa in tutto il mondo per l’improvviso arresto, in Canada, di Meng Wanzhou, top manager di Huawei nonché figlia primogenita del fondatore dell’azienda.
Sorpresa, innanzitutto, per l’importanza della persona, il cui arresto sta causando enormi problemi nei già difficili rapporti tra Cine e Usa. E sorpresa, in secondo luogo, per il “metodo” usato. Meng è stata fermata in un Paese terzo, ma stretto alleato degli Stati Uniti, per esservi estradata.

Un procedimento che si usa, di solito, per i grandi criminali come i boss mafiosi o quelli del narcotraffico colombiano, non per manager di grandi aziende, per di più cittadini di un’altra nazione.
Ora occorre vedere se l’arresto sarà confermato e se davvero i canadesi “cederanno” l’accusata alla giustizia (o al governo?) Usa. Nel frattempo si è notato che le imputazioni sono assai vaghe e, finora, neppure i cinesi hanno capito di che si tratta.

L’accusa principale sembra essere quella della violazione delle sanzioni contro l’Iran, ma ha sul serio diritto la giustizia (o il governo) di Washington di far arrestare qualcuno all’estero con tale imputazione? Com’è noto sono numerosi i Paesi a nutrire dubbi circa le sanzioni.
Segue l’accusa principale. Huawei non sarebbe affatto un’azienda privata, essendo in effetti controllata dal governo di Pechino, il che significa dal partito comunista cinese.

Ma questa è la scoperta dell’acqua calda. Tutti – americani inclusi – sanno che il partito controlla in pratica ogni settore dell’economia, e che i fondatori dei grandi imperi economico-finanziari quali Huawei e Alibaba (il mitico Jack Ma) hanno la tessera del partito in tasca (e non se ne vergognano affatto).
Finora gli occidentali hanno abbozzato, mentre adesso l’ultima mossa pare inaugurare una nuova rotta. E molti si chiedono dove vuole arrivare Donald Trump anche se, giustamente, proprio “Remocontro” ha notato che il tycoon non è l’unico colpevole. Già il suo predecessore Obama aveva dato indicazioni in questo senso.

Come sempre, ai tempi di Trump lo spettacolo prende il sopravvento, e ora si parla di “stile da pistolero”. Ma all’attuale presidente lo stile western piace e non si perita di usarlo.
Finora non pare che la Cina abbia intenzione di procedere sulla stessa strada arrestando i numerosi manager Usa che operano sul suo territorio, oppure facendo leva sulla grande porzione di debito pubblico americano che tuttora detiene.

Tuttavia è possibile che, ora, Xi Jinping diventi meno prudente, anche per non perdere il controllo dell’enorme partito che dirige. I due, Trump e Xi, si erano appena incontrati al G20 con grandi sorrisi e promesse di distensione.
Quest’ultima iniziativa americana rischia di innescare una serie di ritorsioni senza fine, e ci andremo di mezzo tutti come si è già visto con l’andamento delle Borse nel mondo. Ma è un rischio ovvio se il presidente Usa fa il pistolero.

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Source: Remocontro
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