Sulla nomina alla Prociv indaga la Procura

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CATANZARO La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo d’indagine sulla vicenda della nomina del nuovo responsabile della Protezione civile regionale. In questo contesto ha fornito delega alla polizia giudiziaria al fine di acquisire una serie di documenti e predisporre l’audizione, in qualità di testimoni, dei firmatari di un dettagliato esposto protocollato nei giorni scorsi. La polizia giudiziaria dovrà anche chiarire se e in che misura siano state operate indebite pressioni sui denuncianti e sul loro legale, avvocato Giuseppe Pitaro, perché si astenessero dal proposito, preannunciato in un comunicato stampa, di rivolgersi al procuratore capo Nicola Gratteri per esporre le loro ragioni.
In particolare l’inchiesta mira ad accertare se, come denunciano gli ingegneri Giuseppe Iiritano, Gianfranco Comito, Pietro Cerchiara e Salvatore Siviglia, «il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, nell’ambito di una seduta del consiglio regionale, ha dichiarato e comunque lasciato intendere che la procedura selettiva interna sarebbe stata solo un “fardello” da svolgere perché imposto dal Regolamento regionale numero 10 del 16/06/2015, ma preannunciando – di fatto – la volontà sua e della giunta di procedere, immediatamente dopo, a una procedura per il conferimento dell’incarico all’esterno».
Ciò sarebbe addirittura avvenuto nel corso di una seduta pubblica dell’assemblea nel settembre scorso, vale a dire con mesi di anticipo rispetto alla stessa emanazione del bando per il rinnovo del vertice della Prociv calabrese. A tal fine è stata disposta l’acquisizione dei verbali della seduta in questione, nonché una serie di altri documenti allegati all’esposto-denuncia.
Sempre alla polizia giudiziaria sarebbe stata inoltre delegata la identificazione dei componenti la giunta regionale che, la notte del 6 novembre scorso, quando veniva adottata una delibera che di fatto valutava, e bocciava, una sola candidatura, quella dell’ingegnere Iiritano senza nulla dire sul fatto che le altre tre non erano state oggetto neppure di una sommaria valutazione. Il tutto per recepire, secondo l’ipotesi accusatoria, le conclusioni del direttore generale del Personale che avevano il fine di favorire un candidato esterno, «gradito al presidente Oliverio», nonostante questo candidato fosse carente di titoli rispetto ai candidati interni.
Nell’esposto-denuncia dal quale ha preso le mosse l’inchiesta della Procura di Catanzaro, si fa anche riferimento ai respinti tentativi della burocrazia regionale fedele alla politica perché l’esposto, sia pure preannunciato, non fosse poi materialmente depositato. Secondo i denuncianti, «alla luce di tali vicende, cui è seguito l’esposto inviato al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dottor Nicola Gratteri, si è determinata una forte contrapposizione tra i dirigenti ricorrenti e l’organo politico di vertice della Regione Calabria, presieduta dall’On. Gerardo Mario Oliverio».
Nell’occasione, giusto per non farsi mancare nulla, i denuncianti sottolineano i loro timori per possibili tentativi di condizionamento esterni: «La vicenda ha avuto un notevole risvolto e clamore mediatico sulle testate di informazione regionale ed è stata, ed è ancora, oggetto anche della trasmissione televisiva “Non è l’Arena” di La7 condotta dal Dott. Massimo Giletti».

Pa. Po.

L’articolo Sulla nomina alla Prociv indaga la Procura proviene da Corriere della Calabria.

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