«Qualcuno ha spruzzato spray, tanti non capivano cosa fosse successo e hanno iniziato ad accalcarsi»

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di Paolo Paoletti

Marco Cappelletti di Amandola, si trovava ieri sera alla Lanterna Azzurra

“Ci trovavamo proprio davanti al palco, vicino ad un’uscita di sicurezza facilmente accessibile in quanto in piano e senza scalini, era strapieno, a noi è andata bene”. Sono le parole di Marco Cappelletti, 18enne di Amandola, che ieri sera, insieme al suo amico Roberto Fortuni di Montemonaco,  si trovava all’interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo per assistere al concerto del rapper Sfera Ebbasta.

Il giorno dopo la tragedia che ha causato sei vittime, cinque giovanissimi ed una mamma,  Marco racconta quei drammatici momenti all’interno del locale di Corinaldo, l’uscita all’esterno,  l’incertezza, gli interrogativi  dei presenti e poi la presa d’atto del terribile dramma che si stava consumando.

“Mi trovavo sotto al palco con il mio amico – racconta Marco –  ho visto scendere alcuni uomini della sicurezza ed ho cercato di capire cosa stessero dicendo. Sentendoli parlare ho capito che era stato spruzzato in sala dello spray urticante. La notizia si è iniziata a diffondere con il passaparola. Così le persone che si trovavano come me vicino al palco hanno subito capito la situazione dirigendosi verso l’uscita laterale senza panico. Siamo andati subito fuori e nel mio caso ho accusato un singolo colpo di tosse e nessun altro effetto dovuto allo spray”.

Il problema, spiega Marco, è stato per coloro che si trovavano lontano dal palco, ovvero da dove è partita la comunicazione.Tanti non capivano cosa stesse accadendo, addirittura qualcuno diceva che era il cocktail a provocare quegli effetti. C’era gente che aveva difficoltà a respirare. Quei ragazzi al centro della sala o nella parte finale non capivano, e più restavano all’interno  più inalavano lo spray accusandone gli effetti che aumentavano. Così vedendo che tutti si stavano dirigendo verso le uscite di sicurezza, ed essendoci tanta gente, le persone si sono iniziare ad accalcare. L’uscita dove è accaduta la tragedia, con la balaustra che ha ceduto, era quella che si trovava dalla parte opposta del palco”.

Una volta fuori, Marco e Roberto, insieme a tutti gli altri presenti, non si sono resi subito conto della gravità della situazione, ignari del fatto che a pochi metri da loro si stava consumando un vero e proprio dramma. “Non sapevamo cosa stesse accadendo dalla parte opposta, inizialmente la nostra idea era quella di rientrare. Ci era stato detto che dovevano far arieggiare il locale. Poi abbiamo iniziato a vedere gente che veniva trasportata di peso perché calpestata o spinta a terra ed abbiamo visto l’arrivo dei primi mezzi di soccorso”.

Marco che conclude il suo drammatico racconto: “C’erano tanti ragazzi che cercavano di aiutare i loro coetanei, soprattutto quelli più piccoli, in attesa che arrivassero i soccorritori. Sono stati proprio i minorenni nella calca ad avere la peggio in quanto sovrastati dai più grandi. A quel punto ci siamo resi conto della gravità, siamo rimasti li fuori fino e abbiamo aspettato di poter tornare a casa”.

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