Nocera truffe per acquisti online , arresti domiciliari al via

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Centoventitrè truffe consumate attraverso il portale «Dueamici.it», dal quale veniva promesso l’acquisto vantaggioso della merce più svariata, perlopiù consistente in apparecchi telefonici ed informatici, senza però che la stessa venisse poi spedita, una volta conclusa la transazione. Un sistema che avrebbe permesso a tre persone, finite ieri agli arresti domiciliari, di produrre un danno di circa centomila euro. L’operazione condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria agli ordini del luogotenente Alberto Mancusi, dietro il coordinamento del sostituto Roberto Lenza e del procuratore Antonio Centore, ha condotto all’arresto di Rocco Patrizio, 34enne di Nocera Inferiore, di Patrizio Basile, 30enne di Castel San Giorgio ed Enrico Attanasio, 46enne nocerino. Sono accusati di truffa in concorso. L’indagine, ribattezzata «Tre amici», prende piede il novembre scorso ed è proseguita fino allo scorso gennaio. I tre avrebbero venduto prodotti, applicando sconti molto forti per sbaragliare la concorrenza, che oscillavano tra il 50 e l’80 per cento seguendo lo «schema Ponzi» o schema «a piramide». Come funziona: chi si trova al vertice acquista beni ad un prezzo vantaggioso, perché viene pagato parzialmente dagli acquirenti che si trovano all’ultimo livello della piramide. Questi ultimi, ottengono i beni «prenotati» e già pagati quando si inseriranno altri acquirenti al livello della piramide, che parteciperanno al versamento del prezzo residuo. In questo caso, chi acquistava, non riceveva però la merce e perdeva i soldi.
GLI ACCERTAMENTI
Seguendo le istruzioni del portale, il cliente doveva attendere che il prezzo di un prodotto diventasse «completo» solo quando si raggiungeva il pagamento da parte di altri clienti, entrati in una fase successiva. Durante le indagini, la procura ha svolto un lavoro di accertamento patrimoniale sui tre indagati, ottenendo il sequestro per equivalente di conti correnti, beni immobili e titoli di credito per un totale di 95mila euro. I prodotti pubblicizzati comprendevano anche accessori per auto e moto, sistemi audio, buoni regalo come carte prepagate e buoni carburante, giochi, consolle, fotocamere, telecamere, elettrodomestici, ricambi per telefonini, televisori e accessori di moda. Per alcuni di questi, mancava l’autorizzazione per la vendita. Con i pagamenti completi, gli indagati avrebbero fatto perdere le proprie tracce, non rispondendo al telefono né rimborsando i clienti dei soldi trasferiti per gli acquisti. Una circostanza, questa, riscontrata dai carabinieri anche grazie alle intercettazioni telefoniche. Secondo la tesi della procura, avallata dal gip Gustavo Danise, Attanasio avrebbe inscenato quest’attività commerciale per conseguire «nell’immediatezza una rilevante liquidità finanziaria», per poi «dissimulare» la reale compagine societaria (due le sedi indicate, entrambe ritenute false dall’Agenzia delle Entrate). Questo serviva ad impedire richieste di risarcimento alle vittime, che avrebbero notificato atti di citazione alla sede della società, una a Roccapiemonte e l’altra nella provincia di Frosinone, che risultavano entrambe inesistenti. I tre avrebbero commesso altre cinque truffe anche dopo aver subito i primi sequestri di merce. Tutti e tre avrebbero a loro carico diversi precedenti penali. Nei prossimi giorni saranno interrogati dal gip. Nicola Sorrentino, iL mATTINO

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