Il ponte della Caderzone-Strembo tra martedì e mercoledì sarà collaudato

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Una struttura in prognosi riservata.
Potremmo definire così il ponte della circonvallazione Caderzone-Strembo – chiuso dall’agosto 2017 in seguito ad un cedimento strutturale. A sbloccare la situazione, tra martedì e mercoledì della prossima settimana, sarà infatti il test finale: una prova di carico monitorata. Se l’operazione andrà a buon fine il ponte verrà riaperto prima dell’avvio della stagione.
A confermarlo è il referente dell’amministrazione, Paolo Nicolussi Paolaz dell’Ufficio Strutture Stradali, che dall’anno scorso segue i lavori.
«Il ponte – commenta – è stato sistemato e sono stati ripristinati i vincoli di ancoraggio a sud con una struttura in carpenteria metallica. Al collaudo arriviamo con una certa sicurezza perché gli accertamenti fatti in precedenza sono stati tutti positivi».
Difficile però sbilanciarsi sulla diagnosi: «la speranza è che vada tutto a buon fine e che si possa riaprire la struttura prima delle feste, ma dobbiamo procedere con cautela ed attenzione perché è evidente che questa non è una struttura che stiamo eseguendo ex novo, ma una ponte che ha una decina d’anni ed ha subito un grosso stress meccanico».
A definire la «salute» del ponte sarà dunque una prova di carico monitorata in programma per martedì o mercoledì della prossima settimana. «Metteremo sul ponte – aggiunge Nicolussi Paolaz – 6 camion carichi, dal peso totale di 30 tonnellate l’uno, calcoleremo a priori quale dovrebbe essere il movimento e con un monitoraggio andremo ad accertare che non si passino i limiti previsti. Infine, una volta tolto il carico, il ponte dovrà tornare alla posizione iniziale».
A lasciar bene sperare sono gli esiti dei test precedenti tra cui la rimozione del castello di blocchi in cemento, di circa 300 tonnellate, posizionato sulla struttura a pochi giorni dal cedimento. «Abbiamo tolto la zavorra una decina di giorni fa – prosegue il tecnico – e il ponte si è comportato secondo le previsioni. Quindi tutto lascia presagire che reggerà anche la prova di carico».
Per la struttura, inaugurata nel 2005, si tratta quindi di un passaggio importante che potrebbe terminare, spiega Paolaz «l’iter intrapreso con l’accordo condiviso dalle parti interessate, cioè coloro che hanno preso parte alla progettazione, alla direzione lavori e alla costruzione del ponte 12 anni fa. Per quanto riguarda la Provincia, oltre ad alcuni interventi minori, i costi principali sono stati quelli di realizzazione della bretella creata per bypassare i paesi e, se la prova andrà a buon fine, quelli di demolizione della stessa per il ripristino della viabilità precedente».
Infine, un elemento da non sottovalutare: «se la struttura verrà riaperta gli automobilisti non si dovranno lasciar impressionare dall’effetto ottico. La deformazione del ponte c’è e rimarrà evidente così come l’avallamento, ma i cavi sono stati rimessi in tensione e anche a livello di schema statico le cose sono a posto. Inoltre sono stati installati dei sensori grazie a cui sarà comunque possibile monitorare il ponte a distanza».

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