Asp di Reggio, «l’auto-nomina di Scura bocciata da Cdm e collegio sindacale»

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REGGIO CALABRIA «Dopo le bacchettate del “Tavolo Adduce” sulla sua auto-nomina ad improbabile soggetto attuatore dell’Asp di Reggio Calabria, che avrebbe creato una sovrapposizione di figure tra controllato (Asp) e controllore (Scura) e dopo il licenziamento da parte del Consiglio dei Ministri, anche il collegio sindacale boccia il “manager” prestato(si) della più disastrata Azienda sanitaria d’Italia su un provvedimento di fondamentale importanza, da cui dipende la sopravvivenza stessa dell’Azienda e nello specifico degli ospedali». È quanto si legge in una nota del segretario territoriale Uil Fpl, Nicola Simone, all’indomani della nomina da parte del Consiglio dei ministri di un nuovo commissario ad acta per il Piano di rientro in sanità.
«Si tratta – spiega – della delibera n.1130 del 29.11.2018, appena sfornata, di adozione del piano triennale del fabbisogno di personale relativo al triennio 2018-202, sventolata ai quattro venti, con grande enfatizzazione sulla stampa locale e regionale, alla quale il collegio sindacale, quale organo di controllo sulla legittimità e conformità a legge dei provvedimenti adottati dalla direzione aziendale, muove il pesante rilievo: “nella motivazione della delibera non c’è evidenza del fatto che l’Asp di Reggio Cal. sia ancora sprovvista dei bilanci di esercizio per gli anni 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017, quindi, non c’è alcuna evidenza né del collegamento che comunque c’è, né delle ripercussioni che però ci sono,, tra tale stato di fatto,, l’art. 2, comma 75 della Legge 23 dicembre 2009 n. 191, e il contenuto del dispositivo dell’atto”».
«Anche a chiudere un occhio sul fatto che tutti i provvedimenti emanati ad oggi dal soggetto attuatore sono nulli per assenza di legittimazione e potere a causa dell’incompatibilità prevista dall’art. 4 c.2 L. n.222/2007: “La nomina a commissario ad acta è incompatibile con l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento….”, denunciata più volte da questa organizzazione sindacale a tutte le autorità, magistratura compresa, è paradossale – prosegue – che l’ingegnere Scura disponga l’invio della delibera alla struttura commissariale per il piano di rientro, ossia a se stesso, per la necessaria approvazione. Paradosso assoluto è che lo stesso Scura ignora, o fa finta di ignorare, di aver rimosso l’ex direttore generale Giacomino Brancati, per la stessa grave inadempienza a lui ora contestata dal collegio sindacale: ossia la mancata approvazione dei bilanci dal 2013».
«Bluff dopo bluff, bugie su bugie, la triade abusiva Scura/Tripodi/Mesiti rimane incollata – si legge ancora nel comunicato della Uil – alle poltrone dell’Asp, abusando delle funzioni senza titolo alcuno, nella più totale indifferenza degli organi di vigilanza».
«Il sindacato non si ferma e continua la sua legittima battaglia, rivolgendo l’ennesima invocazione in primo luogo alla Commissione di accesso in seno all’Asp affinché possa pervenire rapidamente alla chiusura degli accertamenti avviati, per poter fornire alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria tutte le informazioni e corredo documentale acquisiti nel periodo, per la successiva adozione del provvedimento di scioglimento dell’Asp e allontanamento dalle improprie ed abusive posizioni gestionali dell’Ente, nonché per la contestazione dei reati commessi dalla triade e quant’altro si possa rendere necessario per far cessare questa corsa al massacro di un’Azienda ormai ad un livello di default. Solo agendo sulle leve della giustizia ed invocando a voce unanime l’intervento degli Organi governativi di valutazione e di controllo fin troppo immobili, permissivi e sordi ai continui gridi di dolore lanciati in quest’ultimo periodo da organizzazioni sindacali, associazioni e liberi cittadini, si può tentare – conclude – di riportare l’organizzazione dei servizi sanitari dell’intera provincia reggina ad un minimo grado di efficientamento e di gradimento, oltre che di serenità negli operatori sanitari e nei cittadini che si vedono seriamente compromesso quel diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, mettendo in primo piano gli interessi del paziente».

L’articolo Asp di Reggio, «l’auto-nomina di Scura bocciata da Cdm e collegio sindacale» proviene da Corriere della Calabria.

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