Albero di Natale, ecco perché si prepara l’8 dicembre

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L’albero, uno dei simboli del Natale, ha un legame profondo con le tradizioni pagane, che dai tempi più remoti celebrano nei giorni del solstizio invernale il ritorno alla primavera attraverso il richiamo simbolico alla vita rappresentato dalle grandi piante sempreverde. Pini e abeti ornati di luci, palline colorate, e innumerevoli altri addobbi culminanti in puntali a forma di stella, popolano oggi le case e le piazze in tutto il mondo.

Una festa cristiana accompagnata dal mito dell’albero simbolo di speranza che ha attraversato il tempo come attesa di rinascita per il dio egizio di Biblo, la dea greca Artemide e le forze della natura venerate dagli antichi Celti, dai Romani e dai Vichinghi fino ad arrivare nel Medioevo, epoca in cui l’abete si è trasformato nel simbolo dell’immortalità del Cristo.

L’uso dell’albero di Natale più direttamente riconducibile al nostro risale al 1441 quando in Estonia nella piazza del Municipio di Raekoja Plats, a Tallin, i giovani ballavano attorno a un abete addobbato a festa per trovare l’anima gemella. Anche in questo caso si propizia e accoglie festosamente la continuità e la conservazione dei cicli della vita.

Dalle piazze la tradizione entra nelle case in maniera più diffusa nel corso del 1800, secolo in cui si diffonde il commercio degli alberi coltivati appositamente a questo scopo in Svizzera e Germania. Per lungo tempo, l’albero natalizio fu diffuso nelle regioni a nord del Reno perché i cattolici lo consideravano un’usanza protestante ed è solo dopo il Congresso di Vienna del 1814 che l’usanza si diffuse su larga scala. A Vienna l’albero di Natale appare nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans, e in Italia nella seconda metà dell’Ottocento: la prima ad addobbarne uno fu la regina Margherita.

Oggi questa usanza è diffusa su scala planetaria e alle tradizionali piazze si aggiungono i centri commerciali che fanno a gara, con luci, festoni e dimensioni. L’albero è un simbolo forte, basta pensare all’operazione Spelacchio che vede protagonisti il Comune di Roma e Netflix in competizione con lo stesso Vaticano per avere l’abete più alto e scintillante.

A Tokyo il complesso commerciale Kitte nel quartiere Marunouchi dedicato allo shopping e agli affari ha nel suo mezzo un gigantesco albero di Natale innevato e nelle Filippine c’è n’è uno rotante alto 10 metri a Mandaluyong City situato dentro la hall del mega-centro commerciale dell’SM.

Uno spettacolo per la vista dei passanti degno dei ben più celebri e scintillanti alberi di Chicago, posizionato al Millennium Park, di San Paolo, alto 35 metri per 16 metri di diametro con in cima una stella di 8 metri, e di quello di Trafalgar Square a Londra, donato da Oslo ogni anno a partire dal 1947 per dimostrare gratitudine verso l’Inghilterra che ha fornito aiuto alla Norvegia durante la seconda guerra mondiale. I centri commerciali sono i primi a preparare i loro alberi mentre nelle piazze e nelle case si accendono l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Fanno eccezione Milano che anticipa al 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio e Bari dove il 6 dicembre si celebra San Nicola.

Ognuno può decidere quando preparare il proprio albero, ma il giorno dell’Immacolata è il più opportuno sia perché è un giorno di festa in cui ci si può dedicare al rituale montaggio senza togliere tempo al lavoro sia per il suo senso simbolico legato al concetto di nascita come concepimento che ha il suo frutto nel giorno di Natale.

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