Università, 23mila studenti calabresi verso il Nord

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ROMA In Italia è più vivo che mai il fenomeno dell’emigrazione massiccia di studenti dai territori più marginali economicamente verso i poli metropolitani del Centro e del Nord. Sono 172 mila gli studenti che partendo da una regione del Sud sono iscritti a un corso di laurea in un’università del Centro Nord (pari all’11% di tutti gli iscritti all’università), mentre sono poco più di 17 mila quelli che compiono il percorso inverso. È quanto emerge dal Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2018. Il saldo netto fra gli ingressi e le uscite in queste Regioni, sin dalla prima immatricolazione a un percorso universitario (laurea triennale o magistrale a ciclo unico), risulta molto negativo per alcune Regioni del Sud (Puglia -35 mila studenti, Sicilia -33 mila, Calabria -23 mila). Le Regioni in grado di calamitare la maggior parte degli studenti fanno registrare un saldo fra arrivi e partenze molto positivo: Lazio (+48.607), Emilia Romagna (+32.918), Lombardia (+24.449) e Toscana (+14.268).

SICUREZZA SCOLASTICA La scuola italiana presenta due serie problematiche in tema di sicurezza: una riguarda gli edifici non conformi e un’altra è invece legata alla microcriminalità che spesso turba la vita quotidiana di studenti e docenti. Come si legge nel Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2018, nello scorso anno scolastico gli edifici senza certificato di agibilità erano 21.606 (il 53,8% del totale), senza certificato di prevenzione incendi 23.907 (59,5%) e senza entrambe le certificazioni 15.946 (39,7%). È il Lazio la regione in testa alla classifica della non conformità con oltre il 70% degli istituti scolastici privi delle due certificazioni, seguita da Sardegna (65,1%), Abruzzo (63,4%) e Calabria (63,3%). Oltre un quinto degli edifici scolastici (23,1%) è stato costruito prima del 1960 (quota che supera il 40% in Campania), il 28,2% è nato per un uso diverso da quello scolastico (in Liguria si arriva al 49,8%). Secondo gli oltre 900 dirigenti scolastici interpellati dal Censis, sono gli episodi di bullismo (75,9%), cyberbullismo (67,3%) e furti ai danni di altri studenti o insegnanti (60,4%) a interferire più frequentemente con il normale vissuto scolastico. A questi si aggiungono gli atti di vandalismo verso la struttura e le dotazioni (54,4%), insubordinazione o violenza verso il corpo docente (42,4%), discriminazione verso donne, stranieri o disabili (34,3%). Lo spaccio e il consumo di droghe nelle vicinanze della scuola sono segnalati dal 31%, il consumo da parte degli studenti dal 23,9%. Per contrastare a scuola uso e spaccio di droghe, il 64,6% dei dirigenti si e’ dichiarato molto d’accordo nel privilegiare la collaborazione tra scuole, aziende sanitarie locali e associazioni che operano nella prevenzione, il 54,5% ritiene necessario preparare meglio gli insegnanti, il 45,7% punta sulla necessità di lavorare in via preventiva su informazione ed educazione degli studenti, il 46,7% ritiene comunque che il rafforzamento di videosorveglianza e controlli fuori dalle scuole più a rischio tranquillizzi famiglie e ragazzi.

L’articolo Università, 23mila studenti calabresi verso il Nord proviene da Corriere della Calabria.

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