STADIO VUOTO. COLPA DI FERRERO, O COLPA DEL FERRARIS?

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Stadio Ferraris desolatamente vuoto per Sampdoria-Spal. La colpa è di Ferrero o di uno stadio che ormai da molti è stato ribattezzato come “quel cesso del Ferraris”?

La coppa Italia sa dare emozioni, anche di vario genere e inattese. L’abbiamo visto ieri sera dove all’agone sportivo si è aggiunta persino una notevole comicità.
Grazie, grazie bibini, che con assoluto spirito creativo riuscite con costanza ad abbinare due mondi solitamente intangibili: lo sport e le comiche. Gli applausi anche questa volta sono a scena aperta.

Tornando al tema iniziale, martedì sera, la gara di coppa della Sampdoria contro la Spal ha visto uno stadio tristemente vuoto: solo 2.400 paganti, per 29.000 euro di incasso.
La gara si è giocata alle 20,45, un orario che poteva facilitare l’accesso dei tifosi, ma che comunque non ha trovato un degno riscontro di pubblico.
Per la cronaca lo stesso risultato impietoso si è avuto ieri sera a Torino: per Torino-SudTirol erano 3400 i paganti, esattamente cento in più di quelli di Genova.





Ciò che salta all’occhio, in questo doppio caso, è la carenza assoluta di appeal che ha una competizione come la coppa Italia, che entra nel vivo solo agli ottavi (o meglio, ai quarti di finale), quando i top club italici sono pronti a fare carne di porco delle squadre che hanno superato i comatosi turni precedenti.
Stiamo parlando di un Trofeo organizzato in un modo spudorato per scopi esclusivamente televisivi, dove l’obiettivo è far arrivare in fondo Juve, Napoli, milanesi e romane.  Ci arriverebbero ugualmente, ma gli si offre anche la possibilità di giocare in casa fino alle semifinali del torneo.
Così per le altre squadre, al di là delle dichiarazioni di facciata, la coppa resta un peso e null’altro: giocano le riserve e si toglie il senso al torneo (fino all’entrata in scena delle prime 8). Insomma unoa schifezza sportiva.
Coppa Italia a parte, il sensibile calo di pubblico blucerchiato si registra anche in campionato.
E qui entrano in gioco altri fattori. La gestione Ferrero ha avuto delle conseguenze ben visibili: al netto dei suoi guai con la Finanza e di coloro che non possono vedere il personaggio, anche la compravendita continua di giocatori ha l’evidente risultato di disaffezionare i tifosi, soprattutto quelli occasionali (che esistono per la Samp, come per tutte e altre squadre). Il tifoso non ha più punti di riferimento e sa benissimo che ogni calciatore entra sul terreno di gioco come se fosse in vetrina. La Samp non è più il fine, ma il mezzo per arrivare ad altre maglie. Lo stesso Ferrero lo dichiara esplicitamente, e con ogni probabilità non vede in campo giocatori ma sacchi di denaro deambulanti, con la maglia blucerchiata.
Insomma, se una gestione non pone il risultato sportivo della Samp al primo posto, volente o nolente è destinata a non creare entusiasmo fra i tifosi ma disaffezione.
Ma il tasto dolente dei vuoti al Ferraris deriva anche dal fatto che lo stadio è oggettivamente un cesso. Lo stadio (e forse per questo i bibini ne sono così attaccati) è una latrina decadente.
La struttura vive una decadenza inesorabile, ovvio che il tifoso occasionale preferisca bersi un the al caldo (meglio un whisky) e vedersi la partita a casa.
Ha avuto risalto, su questo tema, il messaggio inviato da un tifoso sulla pagina Samptube che  ha messo in evidenza una situazione da lui vissuta e che può essere sintomatica per il livello attuale del nostro stadio latrina

Mi è tornato in mente un pensiero che ho avuto ieri sera (durante la partita ndr) – scrive il tifoso. “Senza farla più lunga di quanto già non sia… Mancavano i bidoni della spazzatura. Non sto scherzando, volevo buttare una cartaccia e anche se ho girato un po’, non c’erano bidoni.
Ora, possiamo stare qui a discutere ore sul fatto che la coppa Italia (soprattutto da squadre come la Samp) vada onorata, aldilà della partita bisogna essere presenti per la Samp, e chi più ne ha più ne metta… Ma io, che non andavo allo stadio da anni e sono un tifoso molto moderato, che vantaggi ho ad andare allo stadio? Che esperienza mi offre? Che emozioni vivo allo stadio che il divano di casa mia non mi da?
Ebbene, se non si è il classico tifoso che sta senza maglietta anche a dicembre e beve 2 litri di birra tra il prepartita e il fischio d’inizio, non si ha nessun vantaggio. Per le famiglie l’ambiente non è assolutamente accogliente né tanto meno educativo (mi è bastato immaginare un padre che è costretto a dire a suo figlio di buttare la carta per terra perché non c’è un bidone manco a pagarlo). Lo stadio è vetusto, senza servizi, il campo è orribile e posteggiare a marassi è da suicidio. Chiudendo questo messaggio già fin troppo lungo, a mio parere o si rinnoverà il Ferraris con un grosso investimento, o la Samp (ma anche il genoa) farebbero meglio a pensare di farsene uno proprio (amo l’idea dello stadio al posto del padiglione S)”.

Questo il messaggio pubblicato su Samptube, che probabilmente racchiude il pensiero di molti frequentatori del Ferraris. Un solo appunto: con un certo bon ton il tifoso doriano ha definito il campo di Marassi vetusto.
Errore da penna rossa. Lo stadio di Marassi è un incredibile cesso.

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