Segreteria provinciale Pd: Sagramola ufficializza le dimissioni, Sartini e Pistelli in lizza

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Il segretario provinciale Pd dimissionario, Giancarlo Sagramola

 

di Martina Marinangeli

Il colpo di coda del Congresso regionale del Pd, che ha consegnato lo scettro a Giovanni Gostoli, investe la provincia di Ancona, ribelle alle urne il 2 dicembre. La Federazione anconetana orfana del suo segretario, Giancarlo Sagramola, dimissionario da prima del congresso ed a capo della minoranza del partito regionale (qui è stato lo sfidante Paolo Petrini a stravincere, con percentuali bulgare nel capoluogo, forte dell’assist della sindaca Valeria Mancinelli), si ritroverà il 12 dicembre per la resa dei conti. L’assemblea degli iscritti dovrà trovare un nome in grado di catalizzare la maggioranza assoluta dei consensi, altrimenti si dovrà passare per un congresso provinciale.

Dopo l’annunciato addio di Sagramola, la scorsa settimana sono arrivate per lettera le dimissioni ufficiali. Un passaggio obbligato quello dell’ex sindaco di Fabriano, che dopo aver dato anch’egli l’ok alla candidatura unitaria di Gostoli, è stato sconfessato dalla sua stessa maggioranza e da molti pesi massimi dorici a partire da quello più influente di tutti, il sindaco Mancinelli, che ha calato la carta Petrini.

Senza una candidatura unitaria, l’eventuale tornata congressuale si annuncia da coltello tra i denti viste le divisioni interne al partito Dem dorico, molte delle quali da interpretare con una chiave di lettura proiettata alle Regionali del 2020, quando saranno in molti a volere un posto al sole. Nel toto nomi che sta circolando da qualche giorno, la più quotata a prendere il posto che fu di Sagramola sembrerebbe essere la sindaca di Monte San Vito, Sabrina Sartini, ma alcuni esponenti dell’area Zingaretti starebbero valutando l’idea di riproporre la figura di Loredana Pistelli, già spesa per lo scranno regionale, salvo poi fare un passo indietro last minute. Tra lunedì e martedì, le varie anime del partito provinciale faranno i rispettivi incontri a porte chiuse per arrivare all’assemblea del 12 con le idee chiare sull’eventuale nome da sponsorizzare, a meno che Sagramola non opti per un altamente improbabile ritiro delle dimissioni. Ed è proprio il diretto interessato a confermarlo: «Sono convinto della scelta fatta – dice l’ormai ex segretario provinciale – e l’ho maturata da un po’ di tempo. Non ero più in sintonia con la maggioranza che mi aveva sostenuto e questo già da prima del congresso regionale. Non mi sembra più opportuno rappresentare chi non si sente rappresentato da me. Farò comunque tutto quello che posso per continuare a sostenere il Pd, unica alternativa valida al malgoverno del Paese».

Se dovesse diventare concreta l’opzione delle primarie provinciali, la logica vorrebbe che si riproponessero gli stessi schieramenti visti nel recentissimo congresso regionale, anche se con il Pd non si sa mai.

Per lunedì è previsto un incontro tra i membri dell’assemblea provinciale che hanno sostenuto la candidatura di Petrini alla segreteria regionale e si stabilirà la linea da seguire. Tra questi, l’ex deputato Emanuele Lodolini, secondo cui il nuovo segretario provinciale «dovrebbe essere un sindaco, per dare continuità all’operazione portata avanti con Petrini». Parole che parrebbero confermare le voci sul nome di Sartini. Una cosa è certa: il 75% delle preferenze andate a Petrini nella provincia dorica sono un capitale che non si ha assolutamente intenzione di disperdere e c’è da scommettere che Mancinelli&Co. faranno valere questo peso su ogni tavolo.

Ancona, si diceva, è l’elemento di dissonanza in un partito che, da Pesaro ad Ascoli, suona ormai tutto all’unisono, mosso dalle bacchette del direttore d’orchestra Luca Ceriscioli, affiancato in questo compito dal sindaco pesarese Matteo Ricci, e dall’ex deputato ascolano Luciano Agostini, che ha consegnato in dote al governatore il voto compatto del sud della regione al suo candidato. Nella provincia dorica, invece, Petrini ha avuto vittoria facile persino a Senigallia, nonostante il sindaco Mangialardi, la sua Giunta e l’ex senatrice Amati avessero deciso di convergere su Gostoli dopo il ritiro della candidatura di Pistelli. Chi siederà nella poltrona di segretario provinciale sarà fondamentale per definire la scacchiera che conduce alle Regionali del 2020.

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