Rivoluzione parcheggi a Como, è polemica: tutti contro il progetto del Comune

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Scoppia la polemica a Como sulla rivoluzione dei parcheggi attorno alle mura della città. Contro il provvedimento che riguarda la sosta breve a pagamento passato ieri in giunta si scaglia l’opposizione. “Meno male che il centrodestra doveva fare la sosta gratis per la prima mezzora: siamo arrivati al punto che i cittadini comaschi, e non solo, pagheranno ancora di più e oltre tutto per inquinare ancora di più”. A dirlo in una nota congiunta sono Stefano Fanetti, capogruppo Pd, il segretario provinciale dem Federico Broggi, Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica, e Bruno Magatti, capogruppo di Civitas.
“Dare la possibilità di parcheggiare solo due ore al giorno, non è un’agevolazione per chi deve fare delle commissioni – scrivono le opposizioni – ma è un modo per aumentare a dismisura il traffico veicolare e l’inquinamento. Ecologicamente, è proprio l’opposto di quanto bisogna fare con delle precise politiche di tutela dell’ambiente e della salute. Insomma, proprio non ci siamo”, concludono i consiglieri di minoranza. Soddisfatta a metà del provvedimento Confesercenti Como. “Da tempo la sosta breve è un nostro cavallo di battaglia – spiega Claudio Casartelli – Abbiamo sollecitato il Comune fin amministrazione Lucini affinché fossero creati degli stalli blu a pagamento a rotazione veloce, ma come aree avevamo indicato piazza Roma, piazza Volta e via Garibaldi. La zona interessata dal provvedimento passato ieri in giunta è troppo vasta”. L’idea di Confesercenti è creare tre tipologie di sosta a pagamento: alcuni stalli per la sosta breve non oltre le due ore, altri per la sosta di mezz’ora e infine i posti auto senza limite orario. “I parcheggi a Como restano comunque pochi e tutti coloro che arrivano in città dovrebbero trovare la giusta collocazione in base alle proprie esigenze”, conclude Casartelli. Il progetto non convince del tutto neppure Paolo Piadeni, consigliere di Confcommercio Como. “Vedremo come va con la sperimentazione – dice – l’assessore ha spiegato che in altre città si crea rotazione e io stesso posso confermarlo. Como ha però caratteristiche sue. Si rischia di creare ancora più traffico. Oggi in viale Lecco è quasi impossibile trovare un posto libero, con la speranza che questo si liberi nel giro di qualche minuto, la strada si potrebbe intasare ancora di più”. Poco convinto della sosta breve anche Marco Cassina, presidente di Federmoda di Confcommercio Como. “Ragionare sulla rotazione è positivo, ma due ore possono essere poche – spiega – Credo sia necessaria anche un adeguamento dei sistemi di pagamento della sosta. Attraverso il telefono ad esempio, come in altre città”. Intanto l’assessore alla Viabilità Vincenzo Bella dice: “Per viale Varese e viale Lecco si tratta di una sperimentazione. Un sistema che ha dato buoni risultati in città anche più grandi di Como che hanno una penetrazione concentrica delle auto verso l’area pedonale – dice Bella – Non è nostra intenzione fare cassa con l’aumento della tariffa della prima ora e neppure di rendere più difficile la vita di alcune categorie di persone. Credo sia necessaria la diversificazione della sosta in base al suo utilizzo”.

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