Italcementi Sarche verso 18 licenziamenti

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Dei 45 lavoratori dell’Italcementi di Sarche di Calavino, 15 attualmente in cassa integrazione straordinaria hanno accettato l’offerta aziendale di un incentivo all’esodo e quindi, salvo rinnovo dell’ammortizzatore sociale, cesseranno il rapporto di lavoro il prossimo 1° gennaio. Altri tre dipendenti fanno parte dei 65 esuberi recentemente annunciati a livello nazionale. In tutto le uscite dal lavoro con l’anno nuovo potrebbero essere 18.
Ieri si è svolto presso Confindustria Trento l’incontro tra la direzione Italcementi, rappresentata dal direttore delle Risorse umane Marco Piani , e le organizzazioni sindacali Feneal Uil, con Matteo Salvetti , Filca Cisl, con Abdelali Ettahiri , e Fillea Cgil, con Luigi Bozzato , nonché delle Rsu di nuova elezione. Al centro del confronto le prospettive dello stabilimento trentino in relazione all’andamento delle trattative in corso a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico.
Per capire il proseguo o meno della cassa integrazione sarà determinante l’incontro già fissato per il 17 dicembre. Ad oggi, a livello nazionale, gli esuberi, non coperti dal precedente accordo definito Piano sociale, sono 65, compresi 3 trentini.
A Sarche 22 dipendenti stanno lavorando e 18 sono in cassa integrazione, ma di essi solo 15 hanno accettato il Piano sociale dell’azienda per l’uscita incentivata. Per gli altri 3 dipendenti il futuro è incerto e legato alle vicende nazionali, pur essendo aperta anche per loro la strada per un’uscita incentivata,
Il futuro, sostengono i sindacati, presenta punti interrogativi anche per il personale che rimarrà in azienda dopo la conclusione del piano di ristrutturazione aziendale. Al momento tuttavia, conferma la direzione aziendale, lo stabilimento sta lavorando ad un buon livello con 160.000 tonnellate di materiale prodotto. Una produzione che non dovrebbe calare nel 2019, grazie anche ai lavori del Tunnel del Brennero.
Si prospetta quindi, almeno nel breve periodo, la continuità dello stabilimento, «al netto delle decisioni logistiche dei vertici della nuova proprietà tedesca». Salvetti, Ettahiri e Bozzato giudicano positivamente l’esito dell’incontro. Verrà convocata un’assemblea con i lavoratori l’11 dicembre, in attesa della trattativa nazionale su cui è stata proclamata la mobilitazione.

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