Condannato a 17 anni, va ai domiciliari

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Alessandro Petrolati dopo un’udienza in tribunale

 

Dopo la condanna a 17 anni, 4 mesi e 20 giorni, esce dal carcere Alessandro Petrolati: la Corte di cassazione ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. «Siamo soddisfatti sia stata disposta questa misura meno afflittiva» dicono gli avvocati Giancarlo Giulianelli e Sergio Del Medico, che assistono Petrolati. L’uomo, originario di Corinaldo, si trovava in cella dopo una condanna decisa lo scorso marzo dal Tribunale di Macerata in seguito ad una indagine della Direzione distrettuale antimafia di Ancona che riguardava fatti che sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2015 e sarebbero avvenuti sulla costa tra Porto Recanati e Civitanova.

L’avvocato Giancarlo Giulianelli

Petrolati era accusato di aver costituito insieme ad un altro imputato la Delsa srl con oggetto il commercio di auto e di averla fittiziamente intestata ad un altro imputato ancora. Secondo l’accusa la concessionaria era però utilizzata per plurime attività unendo alla parte di commercio regolare attività illecite, ed era usata come base logistica. Tra le contestazioni rivolte agli imputati c’erano, a vario titolo, lo spaccio di droga (si parla di chili di cocaina e di hashish), le estorsioni, rapine, l’incendio, la detenzione illecita di armi. In seguito alla condanna, in primo grado, Petrolati era in carcere. I difensori hanno fatto ricorso fino in Cassazione. I giudici del terzo grado di giudizio hanno accolto la richiesta di una misura meno afflittiva. Petrolati ora è ai domiciliari, con braccialetto elettronico in un’altra regione.

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