C’è un castello da fiaba (in Italia) che si affitta per 90 euro

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L’Italia è il paese dei mille borghi, gioielli storico-architettonici incastonati su rilievi collinari e montani spesso dimenticati e spopolati. Roccascalegna, in provincia di Chieti, ospita un castello medievale fiabesco che può essere affittato per 90 euro. Una modesta cifra per un’atmosfera di suggestioni capace di proiettare i visitatori in un’altra epoca – peraltro favorita dal fatto che la rocca non è raggiungibile in macchina ma lungo una mulattiera – grazie all’iniziativa ideata dal sindaco Domenico Giangiordano proprio per rilanciare il borgo. Giangiordano il 6 dicembre ha ritirato a Palazzo Madama, sede del Senato, il premio ‘100 Mete d’Italia‘ assegnato a Roccascalegna quale eccellenza per la valorizzazione turistica 2018. “Questo premio lo dedico a tutti i miei concittadini che hanno creduto e credono nelle potenzialità del turismo e della nostra Roccascalegna. Onorato di rappresentare la mia terra”, ha detto il primo cittadino che aveva spiegato il senso del nolo del castello a Cnn Travel – che ha acceso i suoi riflettori sull’iniziativa – in questo modo: “Si tratta di una piccola tassa. Il nostro obiettivo non è guadagnare denaro, ma usare questo posto unico per dare un incentivo all’economica locale portando qui una clientela d’elite appassionata a luoghi unici”.

Roccascalegna è un piccolo centro di 1200 anime, situato sulle colline che circondano il fiume Sangro e fuori dai consueti itinerari turistici, di origini antichissime: il primo avamposto di avvistamento fu fondato dai Longobardi che dal VI all’VIII secolo costituirono una corona di ducati e domini scendendo dall’Umbria alla Campania lungo l’Appennino mentre i loro rivali Bizantini occupavano le coste. Questa linea del “fronte” spiega l’importanza strategica di edificare torri e rocche sulle alture per controllare i collegamenti. Proprio l’ammasso roccioso che sovrasta il Rio Secco motivò la costruzione della torre, poi furono probabilmente i Normanni a erigere la fortezza. Il castello comunque già esisteva in epoca angioina nel 1320. Questa location si può affittare per matrimoni, anniversari, feste o per qualsiasi evento: uno spot anche per turisti stranieri che vogliano immergersi in un’atmosfera di storia e leggende. Una delle quali, di origine popolare, racconta che nel corso del XVIII secolo uno degli ultimi esponenti della famiglia Corvo-De Corvis si sarebbe trasferito dalla corte di Napoli ai suoi possedimenti di Roccascalegna dove avrebbe cercato di ripristinare lo “ius primæ noctis” sulle giovani spose suscitando invece una ribellione tanto che un marito per niente disposto a sopportare il privilegio di casta, mascheratosi da donna, si sarebbe nottetempo introdotto nel castello al posto della consorte uccidendo il padrone.

È possibile che in questa leggenda vi sia traccia in effetti di una rivolta di classe realmente accaduta un paio di secoli prima quando i paesani coadiuvati dal parroco insorsero contro il feudatario di turno, Orazio Carafa, e lo uccisero. Ai Carafa succedono i Corvo o De Corvis. Ce n’è volendo, di materia, per gli amanti non solo della storia ma pure del gotico, come del fantasy nel quale non può mancare il castello arroccato – che compare pure nel film ‘Il racconto dei racconti’ del 2015 di Matteo Garrone. Per anni il castello è rimasto in abbandono. Gli ultimi proprietari lo hanno donato nel 1895 al Comune di Roccascalegna che grazie a un accurato restauro durato fino al 1996 ha restituito alla rocca il suo splendore per poi aprirla a quanti vogliano organizzare un evento in una location davvero non banale.

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