“Caso Tansi” al Tar, gli esclusi vogliono cambiare il giudice

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CATANZARO Non si lasciano intimidire i quattro dirigenti della Regione Calabria (gli ingegneri Pietro Cerchiara, Gianfranco Comito, Giuseppe Iiritano e Salvatore Siviglia) secondo i quali, dietro la decisione del direttore generale Mimmo Pallaria di dichiararli non titolati a ricoprire il ruolo di direttore della Protezione civile, ci sarebbe un disegno illecito volto a favorire la nomina di un componente esterno.
Il loro legale, l’avvocato Giuseppe Pitaro, ha infatti reso noto di aver presentato una istanza di ricusazione al presidente del Tribunale amministrativo regionale, in vista della Camera di consiglio che il Tar dovrà tenere il 12 dicembre prossimo. In tale occasione, il Tar dovrà decidere sulla sospensione cautelare della «procedura selettiva interna» a mezzo della quale i ricorrenti sono stati dichiarati inidonei, con lo sconcertante particolare che tre di essi non sono stati neanche valutati.
La ricusazione, depositata ieri negli uffici di Presidenza del Tar Calabria, è stata motivata col fatto che a presiedere il collegio è stato designato un magistrato che porterebbe, sia pure senza colpa, profili di potenziale conflitto. Ciò per via del fatto che la moglie del magistrato chiamato a presiedere, si legge nell’istanza di ricusazione, «è un alto funzionario della Regione Calabria nominata dirigente responsabile dell’autorità di Audit della Regione dal medesimo organo politico che è oggi contrapposto ai ricorrenti nell’odierno procedimento, e comunque con atto riconducibile all’Amministrazione resistente, che è parte del giudizio».
Secondo l’avvocato Pitaro, «le circostanze di fatto sopra descritte rappresentano un obbligo, oltre che una grave ragione di convenienza, per l’astensione dal prendere parte al collegio giudicante della controversia in oggetto». Nell’istanza, infine, viene sottolineato il «clamore mediatico che artatamente viene alimentato attorno alla vicenda» ai fini di esercitare «indebiti pressioni» in favore di un «piano preordinato da parte della medesima Regione», denunciando che «l’atteggiamento dell’Amministrazione resistente, e in particolare della giunta regionale, è preordinato alla nomina di un dirigente esterno, nominativamente individuato, il quale sui social network ha già preannunciato la sua nomina alla dirigenza dell’Unità operativa predetta».

Pa. Po.

L’articolo “Caso Tansi” al Tar, gli esclusi vogliono cambiare il giudice proviene da Corriere della Calabria.

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