Ancora 43casino, ancora Mandzukic sul secondo palo

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Se finora i top match della Juventus 2018-2019 ci avevano offerto prestazioni maiuscole che lasciavano poco spazio ad interpretazione, la partita contro l’Inter è stata molto più altalenante nel suo svolgimento, seppur si sia conclusa con una giocata icona della stagione: ossia, gol in stacco aereo di Mandzukic sul secondo palo. I bianconeri sono passati da momenti (soprattutto nella prima frazione) in cui l’eccessiva lunghezza ha fatto correre tanti rischi nelle ripartenze rivali, a fasi della gara in cui un pressing ultra offensivo ha schiacciato l’Inter nella propria trequarti. E infatti Spalletti ha inserito Borja Valero proprio in quel momento.

Di certo, il tridente pesante ha presentato qualche scompenso in più rispetto alle settimane precedenti (dove pure pregi e difetti erano emersi con chiarezza). Contro una squadra ben messa in campo, la Juve ha attaccato piuttosto male risultando prevedibile.  I padroni di casa hanno risalito meno del solito col fraseggio palla a terra, cercando di pungere in modo più diretto – come avveniva a inizio stagione – e quasi solo per vie esterne, visto che Dybala continua a faticare nel ruolo di rifinitore. Inoltre, seppur in avanti si sia reso pericoloso (confezionando l’assist), senza Cancelo a destra la Juventus ha perso qualcosa nell’avvio di azione, risultando un po’ prevedibile in costruzione dopo ottimi 20′.

Come spesso accade, una squadra che attacca male e disordinata ha più difficoltà a difendersi. La Juve, perlomeno nel primo tempo, ha sofferto in ripartenza come mai in stagione, sovente tagliata in due e costretta a duelli individuali in campo aperto. L’Inter è stata dinamica e veloce nei ribaltamenti di fronte, al contrario di buona parte degli avversari di Serie A, lenti nella risalita e che consentono alla Juve di rischiare molto poco in transizione negativa. I nerazzurri erano invece reattivi nell’accompagnare l’azione, una costante presenza offensiva che costringeva Matuidi e Bentancur costretti a un lavoro assai gravoso. Da segnalare anche gli ottimi movimenti a venire incontro di Icardi, con l’argentino che sta crescendo parecchio anche nel lavoro di cucitura.

Inoltre, con 3 attaccanti quasi sempre sopra la linea della palla (abbiamo scritto molte volte di come quest’anno la Juve si difenda in modo più coraggioso), i 3 centrocampisti hanno un po’ sofferto nel coprire il campo negli scivolamenti laterali. L’Inter è così andata parecchie volte al cross su situazioni di palla scoperta, ma la strepitosa performance dei centrali della Juventus (Chiellini monumentale, con almeno 4 interventi decisivi) ha impedito di rischiare eccessivamente, coi pericoli arrivati soprattutto in contropiede o dopo brutti errori in uscita.

La Juve è migliorata molto in non possesso durante la seconda parte di match: se è vero che, tra lancio di Matuidi e cross di Cancelo, il gol della Juventus è una somma di giocate tecniche notevoli, è altrettanto lampante che dal 46′ in poi i padroni di casa sono riusciti a recuperare palla molto più in avanti e ad alzare il baricentro, soprattutto grazie alla crescita imponente dell’ex PSG. L’ingresso di Borja Valero per Politano ha migliorato il palleggio interista e la resistenza al pressing, ma ha reso più lenta e prevedibile la fase offensiva. I bianconeri nella ripresa han quindi legittimato con merito.

Per quanto questa (ennesima) vittoria apparentemente dica poco di nuovo su una squadra che sta battendo ogni record, va però detto che alzatosi il livello (l’Inter ha giocato un’ottima partita) il 433 col doppio 9 ha mostrato con evidenza i suoi scompensi come mai in stagione. Con l’eccezione di Alex Sandro indisponibile, i giocatori scesi in campo contro i nerazzurri erano con tutta probabilità gli undici dal livello più alto a disposizione di Allegri, la formazione dal livello assoluto più alto. Non è forse detto che sia l’assortimento migliore, con in particolare Dybala che rimane l’interrogativo maggiore di questa disposizione tattica. Dato per certo che il tecnico punti su Costa soprattutto come dodicesimo, vedremo se il progressivo ritorno di Bernardeschi farà vedere qualcosa di nuovo.

Intanto, il rientro di Emre Can può già fornire nuove soluzioni e scelte a un centrocampo che in questa fase della stagione è stato davvero costretto agli straordinari.

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