«Una passerella inutile e deludente», le opposizioni all’attacco contro il Consiglio sulla sicurezza

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Il consigliere comunale di Forza Italia, Daniele Berardinelli

 

Consiglio comunale aperto sulla sicurezza, le opposizioni tornano all’attacco dopo aver già bocciato in Aula le modalità di svolgimento della seduta definita dai gruppi di minoranza «deludente ed inutile». «Un Consiglio organizzato come peggio non si poteva − rimarca Daniele Berardinelli, Fi −. Iniziato con la reprimenda della Prefettura per non aver comunicato per tempo l’invito al prefetto in modo da dargli la possibilità di partecipare, e continuato con molti interventi di addetti alla sicurezza e di altri strumentalmente invitati dall’amministrazione. Durante gli interventi è apparso evidente che il messaggio che la Giunta volesse far passare fosse quello di negare i problemi di integrazione correlati alla sicurezza. Il susseguirsi degli interventi stimolati dalla “maggioranza” − prosegue − si sono rivelati un tentativo maldestro di non affrontare realmente il tema della sicurezza ad Ancona. Un tema molto sentito dagli anconetani, sia dai semplici cittadini sia dai commercianti e che andava affrontato con serietà, imparzialità e a 360 gradi. L’aspetto che più di tutti ha dimostrato il fallimento di questo Consiglio è stato vedere gli ospiti abbandonare l’Aula non appena terminati i propri interventi, molti non hanno ascoltato neanche le parole degli altri operatori venuti a parlare né quelle dei consiglieri comunali che rappresentavano le varie posizioni e le varie proposte. Si sarebbe potuto costruire un dibattito per scendere più nel dettaglio − osserva ancora Berardinelli − su tutti gli aspetti riguardanti la sicurezza ad Ancona. Il sindaco Mancinelli si è limitata ai saluti senza neanche prendere la parola nel dibattito a dimostrazione del disinteresse suo personale e della sua Giunta. D’altronde è lo stesso sindaco che non aveva previsto nel momento della sua elezione né l’assessore alla Sicurezza né l’attribuzione della delega. Eppure quanto sostenuto sia dai rappresentanti sindacali degli agenti di polizia municipale sia di alcune categorie hanno evidenziato enormi problemi, dalla presenza del Sert e dell’ambiente collegato, alla chiusura anticipata dei negozi la sera per paura di aggressioni. Sbagliato concentrarsi solo su alcune zone. Lotta alla droga e allo spaccio, videocamere attive con identificazione delle targhe, presenza fisica sul territorio dei vigili, armamento consono, controllo di vicinato, repressione della violenza e del disturbo della quiete pubblica, piani di controllo anti rapine e furti, sono solo alcuni degli aspetti che si sarebbero dovuti approfondire».

La capogruppo del M5S, Daniela Diomedi

Per il gruppo del Movimento 5 Stelle, il Consiglio comunale di ieri (5 novembre) è stato «l’ennesima inutile passerella. Una sciorinata di punti di vista e basta. Il delegato del prefetto dice che i reati diminuiscono, l’avvocato di strada dice il problema non c’è ma verrà per colpa del “decreto Salvini”, il rappresentante del Piano dà la colpa al Sert i cui avventori scoraggiano i clienti, i rappresentanti delle forze dell’ordine locali lamentano la scarsissima formazione del personale e della necessità della autodifesa, la comandante del Corpo di Ancona dice che la priorità del corpo sono i controlli (sui 5 mercati rionali e le violazioni al regolamento edilizio e la corposa attività amministrativa); la responsabile dei Servizi Sociali del Comune dice che si fa il massimo per integrazione e sostegno, e il dirigente Erap (indimenticato ma non rimpianto assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ancona) sembrano operare nel Canton Ticino dimenticando, quest’ultimo, che l’Erap è allo stesso tempo causa ed effetto della tensione abitativa del nostro territorio. Negare i problemi non equivale a risolverli − affermano i consiglieri pentastellati − ognuno faccia il suo e lo faccia bene, possibilmente con cognizione di causa (la comandante è nuova) e capacità organizzativa e programmatoria se ne è capace. Il decisore politico faccia il suo: abbia visione, interesse, vicinanza al territorio, se ne è capace. Questo decisore politico anconetano capace non lo è».

Questione sicurezza? La Prefettura: «I reati sono diminuiti»

 

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