Torino. In 30mila in piazza Castello per dire Sì alla Tav. La sindaca Appendino apre al dialogo. E per i sindacati edili è opera indispensabile

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La manifestazione a favore della Torino-Lione ha radunato, a piazza Castello nel capoluogo piemontese, circa 30mila persone, secondo gli organizzatori. A promuoverla un gruppo di 7 donne professioniste che hanno lanciato su Facebook il gruppo “Sì, Torino va avanti”. Una protesta contro la giunta Appendino dopo che il Comune ha espresso ufficialmente la propria opposizione alla Tav. “Sì Tav, sì lavoro”: i cartelli in piazza e le uniche bandiere sono quelle del tricolore, dell’Europa e dei cinque cerchi dell’Olimpiade, davanti ad un enorme palco montato su un tir. “Siamo sette donne non manovrate da nessuno. Siamo noi con la nostra testa. Qualcuno in Comune ha detto che Torino è una citta No Tav, noi come le migliaia di persone in piazza oggi vogliamo dire sì”, ha detto dal palco Patrizia Ghiazza, una delle sette manager che ha organizzato la mobilitazione. “Non può esserci scambio tra metropolitana e Tav, noi vogliamo tutto! Vogliamo che le nostre aziende continuino a crescere in questa città”, ha aggiunto Ghiazza, presentando i punti di un manifesto. “Da oggi cambia il vento e il vento e a favore delle infrastrutture”, ha detto Mino Giachino, che ha lanciato una petizione su Change.org a favore della Torino-Lione che ha superato le 60 mila adesioni e che ha aperto il presidio.

Delegazione di lavoratori dei cantieri. Per i sindacati edili di Cgil, Cisl e Uil, opera importante

C’era anche una delegazione di lavoratori della Torino-Lione in piazza Castello, a Torino, e tecnici, operai, impiegati italiani e francesi. “E’ stata un’emozione unica, l’entusiasmo respirato oggi a Torino è per noi motivo d’orgoglio – dice un portavoce -. Crediamo nel nostro lavoro, siamo certi che l’opera porterà benefici e sviluppo. Vogliamo dire solo una parola: ‘grazie’ alle organizzatrici e alle decine di migliaia di persone”. La Tav “è un’opera fondamentale e non può essere fermata”. E’ la posizione che i sindacati di categoria di Cgil e Uil hanno espresso oggi durante l’incontro con il prefetto Claudio Palomba al termine della manifestazione “Sì, Torino va avanti”. “L’obiettivo è comune di imprese e lavoratori – sottolinea Anna Maria Olivetti della Fillea Cgil Torino -. Riteniamo che la Tav sia fondamentale per far ripartire il lavoro sul territorio della provincia di Torino e riteniamo altrettanto fondamentale che l’opera riparta perché c’è un cantiere fermo con pochissimi lavoratori dentro e tanti che hanno dovuto lasciarlo”. Anche per Claudio Papa, della Feneal Uil Piemonte, “sarebbe una follia fermare questo cantiere che ha funzionato benissimo. Parliamo di un’opera indispensabile per il futuro e lo sviluppo del nostro territorio e il fatto che oggi fossimo tutti dal prefetto allo stesso tavolo è una cosa storica e fa capire quanto sia fondamentale che quest’opera venga fatta”.

La reazione dei NoTav in una nota stampa

In piazza oggi a Torino “c’è stata la manifestazione di una piccola parte di persone che difende un suo interesse particolare, parziale ed esplicito. Il nostro NOTAV parla un linguaggio comune, non difende interessi di categoria, non cerca nuove garanzie. Penserete mica che ci spaventiamo o deprimiamo per piazza Castello piena?”, scrive il movimento NoTav. “La piazza l’abbiamo riempita così tante volte – proseguono i No Tav – che non ci stupisce neppure un po’, anche perché lo abbiamo fatto sempre con tutti contro”.

E la reazione di apertura al dialogo della sindaca di Torino, Chiara Appendino: “porta dell’ufficio sempre aperta e sempre lo resterà”

“La porta dell’ufficio della sindaca di Torino è aperta e sempre lo resterà”, scrive Chiara Appendino sul suo blog rivolgendosi alle persone scese questa mattina in piazza Castello. Rilevando che in piazza “sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c’erano anche molte energie positive”, la sindaca annuncia, quindi,  la disponibilità ad avviare un “dialogo costruttivo sulla Torino di domani” già dalla prossima settimana. “Abbiamo sempre ascoltato tutti e continueremo a farlo – sottolinea la prima cittadina – e l’ascolto è proprio una delle cifre che da subito ho voluto caratterizzasse questa amministrazione, convinta che le divisioni di questo periodo storico nascano proprio da territori e comunità che per anni hanno provato a dialogare con istituzioni divenute sorde”. “Oggi, in piazza Castello, al netto delle diverse sensibilità politiche – prosegue la sindaca – sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c’erano anche molte energie positive. Sono stati proposti alcuni punti per il futuro della Città che sono in buona parte condivisibili, anche perché rispecchiano ciò che come amministrazione abbiamo fatto fino ad oggi e ancora intendiamo fare nei due anni e mezzo di mandato che abbiamo davanti a noi”.

Furlan, segretaria generale Cisl: “indispensabile che la sindaca si confronti con le parti sociali”

“Quella di Torino è stata oggi una iniziativa davvero importantissima. Tante donne e tanti uomini sono scesi in piazza per dire vogliamo la crescita, vogliamo lo sviluppo e di conseguenza vogliamo la Tav. Credo sia indispensabile che la sindaca di Torino Appendino inizi a confrontarsi con le parti sociali. E credo che sia ancora più importante che a livello nazionale si smetta di avere un atteggiamento così contrario alle infrastrutture e si capisca che le opere pubbliche sono un elemento indispensabile per il futuro del nostro paese, per collegare il sud al nord e l’Italia con il testo dell’Europa”, ha detto a Milano la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un Convegno delle Acli, commentando l’iniziativa tenutasi oggi a Torino sul sì alla Tav.

Chiamparino, presidente Regione Piemonte: “a questa piazza il governo dia risposte chiare e in tempi rapidi”

“La manifestazione di oggi ha inequivocabilmente chiarito che Torino e il Piemonte vogliono la Tav, e vogliono il collegamento con l’Europa, senza barriere”, afferma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. “A questa piazza – prosegue – il Governo deve dare risposte chiare, inequivocabili e in tempi rapidi, perché la pazienza e la disponibilità a sentire un giorno una cosa e l’altro giorno il suo contrario, stanno finendo”.

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