Mettiamo il treno nell’«Adige Garda» Le proposte alternative di «Mobilità sostenibile»

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«Usare la galleria Adige-Garda per farci passare il treno. Il tunnel è già fatto, la ferrovia Mori-Torbole sarebbe pronta in pochissimo tempo: binario unico e raccordo con la linea ferroviaria del Brennero all’altezza del Millennium a Rovereto». L’ex assessore all’ambiente del comune di Ala, Ilario Cavagna, l’ha presentata facile: la galleria che serve a evitare le inondazioni di Verona in casi di piena straordinaria dell’Adige, trasformata in tunnel ferroviario. 
Il neocostituito Gruppo di lavoro «Mobilità sostenibile» formato da Cavagna, Ezio Viglietti, Angioletta Maino, Pietro Zanotti, Giovanni Mazzocchi, Lorenzo Leoni e Erminio Ressegotti ha ufficializzato ieri mattina diverse proposte, anche in antitesi tra loro, per l’elaborazione del Piano stralcio della mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro. 

Cavagna, dunque, ha pensato di mettere i binari all’Adige-Garda, con arrivo a Torbole dove i turisti «potrebbero poi prendere il traghetto per spostarsi alla meta desiderata». Più difficile ipotizzare un agile utilizzo per i pendolari ai quali ovviamente servirebbe un ampio parcheggio, per una stazione che comunque non sarebbe centrale nel Basso Sarca. Il tunnel Adige-Garda di 9 chilometri è largo 7 metri e il dislivello ottimale. Qualora l’idea risultasse impraticabile, Cavagna propone di «costruire un tunnel Adige-Garda bis per la ferrovia o di spostare il canale di sfogo tra Lazise e Volargne». Per la ciclabile Torbole-Navene invece Cavagna ha ipotizzato di creare delle «terre armate che dal livello del lago salgono verso la strada per poi farci scorrere sopra la ciclabile» e «creare delle spiagge come a Navene». Ma non tiene conto probabilmente dell’orografia tra Torbole e Navene, dove la montagna si immerge quasi in verticale, divergendo notevolmente da quella di Navene, dove è più dolce ed è stato possibile in passato creare la spiaggia. 

Ezio Viglietti ha puntato l’attenzione sul tram-treno con sbocco a Torbole e la continuazione verso Riva, Arco e Dro, pedonalizzando il litorale, utilizzando per il treno la sede stradale, costruendo la circonvallazione stradale di Torbole e con un parcheggio di attestamento alla Baltera.  

Erminio Ressegotti ha bocciato il tunnel attualmente in costruzione: «A mio giudizio non va bene, è fuori legge, è troppo pendente, 4,5% per 2,5 km più 600 metri al 6,5% sono troppi per i freni dei mezzi pesanti che si surriscaldano. Occorre stoppare subito i lavori, pagare la penale del 10%, 6 milioni circa, con un conto costi-benefici che sarebbe però buono. Poi fare una variante, per la quale bastano 6 mesi, e costruire un tunnel a due canne tra Arco e la retta Soardi prima di Mori: darebbe maggiori garanzie di scorrevolezza e di sicurezza». Ressegotti sostiene che serve anche la circonvallazione di Torbole, per farne un paese tipo Portofino: «La Loppio-Cretaccio è una soluzione parziale, tutto il traffico da e per Malcesine continuerà a passare per Torbole e Nago. Inoltre – ha spiegato ancora l’ingegnere torbolano – un parcheggio di attestamento va fatto all’ex discarica Maza e non dall’altra parte della pianura, alla Baltera». Mazzocchi ha proposto di non costruire la ciclabile Torbole-Navene ma di creare un’apposita navetta-bike con la Navigarda. Leoni per la val di Ledro ha ipotizzato car sharing e mobilità pubblica con bus elettrici. Maino mezzi pubblici piccoli per le frazioni.

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