Documentario su caso Cucchi, Digos tra gli spettatori a Pizzo

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PIZZO CALABRO Due agenti in borghese a “controllare” organizzatori, ideatori e spettatori della serata dedicata alla proiezione del documentario “Sulla mia pelle” a Pizzo Calabro. Lo denuncia l’associazione “Officine sinistre” della cittadina del Vibonese che così segnala un nuovo “caso” dopo quello avvenuto a Siderno in cui le forze dell’ordine “attenzionano” le iniziative organizzate in Calabria per diffondere il documentario di Alessio Cremonini sulla vicenda di Stefano Cucchi.
In particolare scrivono sulla pagina facebook dell’associazione di Pizzo, lo scorso 22 ottobre durante la proiezione del documentario nell’ex tonnara della cittadina «due agenti della Digos di Vibo Valentia sono stati presenti in sala per tutta la durata del lungometraggio e per il dibattito successivo, pur senza mai presentarsi agli organizzatori dell’iniziativa». «Il giorno successivo alla proiezione – si legge ancora sulla bacheca di “Officine sinistre” – le forze dell’ordine (in particolare la Questura di Vibo Valentia, uffici della Digos) contattavano telefonicamente gli organizzatori chiedendo spiegazioni sulla natura del gruppo e sull’identità dei suoi partecipanti, che dibattevano sulla tragica vicenda in cui perdeva la vita il giovane geometra romano». A confermare la presenza della Digos a Pizzo sarebbe stata la stessa Questura. «Proprio durante la conversazione telefonica – scrivono a questo proposito gli attivisti dell’associazione vibonese – veniva confermata la presenza di due agenti alla proiezione del film e durante il dibattito avvenuti la sera precedente».
Da qui la denuncia lanciata sulla propria pagina facebook e la segnalazione dell’analogia con il caso Siderno. «Officine Sinistre, nel rivendicare il diritto alla conoscenza, all’informazione e alla libertà di espressione del pensiero – affermano – manifesta la solidarietà alla signora Roberta Strangio, titolare della libreria La Gru di Siderno, e chiarisce come la proiezione del documentario di Alessio Cremonini rappresenti un momento importante di informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla impellente necessità di riformare l’ordinamento penitenziario e di impedire qualsivoglia atto di tortura o trattamento inumano e degradante».

L’articolo Documentario su caso Cucchi, Digos tra gli spettatori a Pizzo proviene da Corriere della Calabria.

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