Bonifica fondali penisola sorrentina, tra reti e nasse spunta anche un ordigno bellico

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Conclusa la due giorni di pulizia organizzata dal Parco Marino di Punta Campanella con tre comuni e il finanziamento della città Metropolitana di Napoli. Rimossi decine di attrezzi da pesca e rifiuti ingombranti. Liberate murene, un polpo e una magnosa. Artificieri al lavoro per una bomba della seconda guerra mondiale.

Tra decine di nasse, reti da pesca, pezzi di barca, ancore, una marmitta di un camion e altri ingombranti è spuntato fuori anche un ordigno bellico della seconda guerra mondiale. Liberate e rimesse in mare anche due murene, un polpo e una magnosa. Si è conclusa nel migliore dei modi la due giorni organizzata dal Parco Marino di Punta Campanella. Obiettivo, grazie a un finanziamento della città Metropolitana di Napoli, la bonifica dei fondali di alcune zone della penisola sorrentina, rimuovendo in particolare gli attrezzi da pesca fantasma, reti e nasse abbandonate che continuano a catturare e uccidere flora e fauna marina. Le operazioni si sono svolte in contemporanea in tre comuni: Massa Lubrense, Sant’Agnello e Piano di Sorrento . Ed è proprio in quest’ultimo, più precisamente nello specchio acqueo del porto di Marina di Cassano che, durante le operazioni, è stato rinvenuto, a soli 1,5metri di profondità, un ordigno bellico, presumibilmente della seconda guerra mondiale. L’area è stata subito interdetta con un’ordinanza dalla Capitaneria di Porto. Ora gli artificieri si occuperanno dell’ordigno mettendo in sicurezza tutta la zona.
Diversi i siti oggetto della bonifica. I porti di Piano di Sorrento e Sant’Agnello e poi Marina del Cantone, Recommone, Punta Sant’Antonio, Mitigliano e Fossa Papa a Massa Lubrense. Le aree da ripulire erano state individuate nelle settimane scorse grazie a segnalazioni e attività di monitoraggio. Fondamentale la collaborazione di sub, associazioni, diving e pescatori.
A quest’iniziativa ne seguirà un’altra nelle prossime settimane. Una novità assoluta: i pescatori per un mese saliranno a bordo delle loro barche non solo per pescare ma anche per raccogliere rifiuti, diventando i primi tutori del mare.
” L’Area marina è da sempre impegnata nella lotta ai rifiuti sia con azioni di campo che hanno portato al recupero di decine di tonnellate di immondizia a mare, sulle spiagge e sui fondali, sia con attività di informazione e sensibilizzazione.- dichiara Antonino Miccio, direttore del Parco Marino di Punta Campanella-
Molto importante la sinergia tra enti, e per questo ringraziamo la Città Metropolitana di Napoli e i comuni che hanno voluto realizzare l’iniziativa. Ma altrettanto importante è la collaborazioni di associazioni, diving, cittadini e pescatori, con questi ultimi che a breve saranno impegnati in un bellissimo progetto che li coinvolgerà in prima persona nella tutela del mare.”

 

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