Beatrice Rana con la Sinfonica restituisce un Beethoven fresco

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OssRanadi ALESSANDRA SCIORTINO

Finalmente anche a Palermo un giovane di successo arriva quando sta ancora cavalcando pienamente l’onda,  giovanissimo mao affermato anche all’estero. E arriva nell’ambito della serie di appuntamenti intitolati “Giovani interpreti per Beethoven”, trasmessi su Radio classica e Sky. Così la pianista venticinquenne Beatrice Rana ha debuttato in Sicilia al fianco dell’Orchestra sinfonica siciliana al Teatro Politeama, con un bell’Imperatore diretto da John Axelrod. Direttore della scuola di Ilya Musin e formatosi anche con Bernstein, Axelrod è stato applaudito a lungo dall’orchestra dopo il finale con la Renana di Schumann, chiusura di un programma ben impaginato che comprendeva anche la terza ouverture per il Fidelio di Beethoven.

Nel Concerto beethoveniano n. 5 per pianoforte l’orchestra resta sempre un po’ indietro di suono rispetto alla solista, ma d’altra parte questo concerto è già romantico. Bello l’equilibrio che si è creato tra orchestra e pianista nel secondo tema del primo movimento. Con la sicurezza sul palcoscenico di un musicista di consumata esperienza, la solista mostra subito un suono pieno, ben affondato anche nel piano, e passa con estremo controllo da una tavolozza all’altra, da un forte al pianissimo, con la fluidità di un pedale molto usato ma mai eccessivo. Risultato: un Beethoven freschissimo che ha anche dei guizzi netti e furenti alla Gulda o alla Argerich.

 

 

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