A processo per aggressione l’ex sindaco di San Mango d’Aquino

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LAMEZIA TERME Avrà inizio il prossimo 25 febbraio, davanti al tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica, il processo nei confronti di Vincenzo Buonocore, 46 anni, ex sindaco di San Mango d’Aquino, e suo fratello Raffaele Buonocore, 53 anni. Lo ha stabilito, nel corso dell’udienza preliminare il gup Emma Sonni che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Emanuela Costa. Era stato proprio il pm di Lamezia Terme a richiedere il processo nei confronti dei fratelli Buonocore accusati, a vario titolo, di minaccia, violenza privata, lesioni personali e calunnia. A ricevere minacce, violenza, lesioni e anche la calunnia sarebbe la costituita parte civile, Vittorio Macchione architetto di 68 anni di Nocera Terinese che ha subito sporto una denuncia-querela nei confronti dei presunti aggressori. I fatti oggetto del procedimento risalgono al primo agosto 2017 quando Macchione sarebbe stato aggredito dai due Buonocore che lo avrebbero tirato fuori dalla sua automobile afferrandolo violentemente dal collo sbattendolo a terra e colpendolo più volte con calci e pugni, specialmente sull’addome e alla schiena. L’aggressione si sarebbe interrotta solo grazie al sopraggiungere di una persona – è scritto nel capo di imputazione – richiamata dal suono del clacson precedentemente azionato da Macchione. I due fratelli Buonocore, prima dell’aggressione, si sarebbero posti davanti all’auto dell’architetto, lo avrebbero preso per le gambe tirandolo violentemente fuori dalla vettura. Raffaele Buonocore, inoltre, avrebbe minacciato di morte e di altri mali ingiusti Macchione riferendogli anche le parole «ti scanno». Infine, lo stesso Raffaele Buonocore è accusato di calunnia per avere sporto una querela ai carabinieri di Lamezia Terme nella quale accusava Macchione «pur sapendolo innocente, di aver tentato di investirlo con la propria autovettura».

«AGGUATO STUDIATO E PREORDINATO» L’architetto si è costituito parte civile nel processo. Secondo quanto riportato nella dichiarazione di costituzione di parte civile «si è trattato di un vero e proprio agguato studiato e preordinato in ogni particolare, per non dare scampo alla persona offesa; agguato costituito dal bloccare l’autovettura dell’architetto Marchione in uno spazio angusto, nel trascinamento del suo corpo a viva forza fuori dal mezzo e quindi nel massacrarlo in due a pugni e calci nel mentre il Macchione era a terra, incapace di difendersi e di reagire». Secondo la versione che l’architetto riporta nella denuncia-querela che ha sporto ai carabinieri dopo il fatto, all’origine dell’aggressione vi sarebbe l’amministrazione del villaggio “Sea Village” di Nocera. Il rapporto tra Macchione e Vincenzo Buonocore risale nel tempo e i due avevano costituito una srl per gestire il villaggio. Ma proprio l’amministrazione di questo villaggio e alcuni problemi sorti col tempo, avrebbe incancrenito i rapporti fino a giungere all’aggressione di agosto 2017. Spetta, ora, al giudice monocratico stabilire la fondatezza delle gravi accuse contestate all’ex sindaco di San Mango e a suo fratello.

Alessia Truzzolillo

a.truzzolillo@corrierecal.it

L’articolo A processo per aggressione l’ex sindaco di San Mango d’Aquino proviene da Corriere della Calabria.

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