Snam presenta il piano industriale al 2022, puntando su green e sostenibilità

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“Il nuovo piano traccia un percorso che consentirà a Snam di continuare a crescere e a creare valore per gli azionisti, cogliendo e anticipando le evoluzioni del mercato e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2, al miglioramento della qualità dell’aria e al contenimento dei costi dell’energia”. Ad affermarlo Marco Alverà, ceo di Snam, presentando e commentando  il nuovo piano industriale della società al 2022, che ha appena chiuso il bilancio dei 9 mesi con un utile netto adj di 793 mln euro, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2017.

“Puntiamo a promuovere, con un ruolo da protagonisti, lo sviluppo in Italia e non solo del biometano e delle altre attività per la transizione energetica”, ha aggiunto il manager. Nel nuovo piano incrementiamo tutti i principali obiettivi, partendo dai risultati superiori alle aspettative che abbiamo raggiunto e dal miglioramento dello scenario di mercato. Infatti, in un settore energetico in profondo cambiamento, le infrastrutture del gas continueranno ad avere un ruolo centrale, considerando i trend di crescita delle importazioni in Europa e i nuovi utilizzi del gas naturale e del gas rinnovabile in vari settori, anche a supporto dello sviluppo del solare e dell’eolico”.

Marco Alverà

“Con i nuovi investimenti, il focus sulle nuove tecnologie, lo sviluppo dei nuovi business e le iniziative di finanza sostenibile, la Snam del 2022 sarà sempre più innovativa, efficiente e protagonista della transizione energetica in Italia e in Europa”, ha rimarcato.

Entrando nel dettaglio, nel piano i target sono stati rivisti tutti al rialzo. In particolare, rispetto al 2017 è previsto un aumento dell’Ebitda del 3,5% medio annuo nell’arco di piano; dell’utile netto di oltre il 4% annuo; dell’utile netto per azione (EPS) di oltre il 5% medio annuo nel periodo di piano. Per il 2019 la società si attende un utile netto in crescita di circa il 4% rispetto al 2018 e un livello di indebitamento a fine anno pari a circa 11,7 miliardi euro con un costo del debito in linea con gli attuali livelli.

Snam ha previsto un incremento degli investimenti per il periodo 2018-2022, portandoli a 5,7 miliardi, circa il 10% in più rispetto ai 5,2 miliardi del piano 2017- 2021. Circa un quarto degli investimenti del piano riguardano iniziative di sviluppo, dall’interconnessione Tap ai collegamenti nel Nord-Ovest.
Parallelamente alla crescita nel core business regolato, il nuovo piano prevede inoltre investimenti per almeno 200 milioni per lo sviluppo dei nuovi business per la transizione energetica. La società ha in programma di investire direttamente almeno 100 milioni, anche in partnership con altri operatori, nella realizzazione di infrastrutture di produzione di biometano da rifiuti o da scarti agricoli.

Quest’ultimo investimento si integra con quelli previsti nella mobilità sostenibile. Il piano, infatti, include 50 milioni di investimenti nella realizzazione di stazioni di rifornimento di metano e biometano per auto e bus attraverso Cubogas, controllata da Snam4Mobility, e per altri 50 milioni per la realizzazione di almeno quattro piccoli impianti di liquefazione per il trasporto pesante, l’industria e il residenziale.

“Non c’è nessuna concorrenza tra auto a metano e auto elettrica”. “Noi auspichiamo che l’auto elettrica abbia grande successo, ma se guardiamo alle stime al 2030, anche quelle piu’ ottimistiche, il diesel avrà sempre una quota di mercato comunque maggiore rispetto all’auto elettrica, allora quel diesel prima lo convertiamo a metano e prima ripuliamo le città. Abbiamo un tema di smog e il metano azzera le polveri sottili, quindi non c’è nessuna concorrenza tra auto a metano e auto elettrica. Semmai la concorrenza è tra auto a metano e diesel”, ha spiegato il manager.

Per quanto riguarda Tap, di cui Snam è azionista al 20%, il progetto è completato per più dell’80% e i lavori sul tratto italiano sono recentemente ripresi dopo la pausa estiva. Si confermano le attese di completamento dell’opera nel corso del 2020.

“Con i conti” dei primi nove mesi dell’anno “abbiamo posto forti basi per il nostro piano 2019-2022”, ha sottolineato Alverà, confermando anche il completamento del Tap al 2020. Il top manager ha ricordato come “l’80% sia fatto”, evidenziando come Snam abbia “fatto tantissimo per migliorare il dialogo con il territorio e spiegare localmente i benefici che porta il Tap dal punto di vista ambientale, sociale, del territorio”.

Sul fronte  Desfa, operatore nazionale greco nel settore delle infrastrutture del gas naturale, è attesa entro la fine dell’anno la conclusione dell’acquisizione del 66%  da parte del consorzio guidato da Snam. Al netto del finanziamento ottenuto, l’impegno in equity di Snam ammonterà a 119 milioni.

 

 

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