La Protezione civile sarà diretta (di nuovo) da un esterno

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CATANZARO Un dirigente con il curriculum in ordine ci sarebbe pure. Ma il curriculum non basta: per guidare la Protezione civile, la Regione Calabria sarà costretta (di nuovo) a guardare all’esterno. Perché Giuseppe Iiritano – che guida il dipartimento “Infrastrutture, Lavori pubblici e mobilità” – ha le «esperienze professionali più significative» e «vanta competenze tecniche in materia di analisi e studio del rischio idrogeologico e sismico». Tutto questo, però – lo stabilisce una nota del dipartimento Presidenza firmata dal dg Domenico Pallaria – non basta. D’accordo, Iiritano è dottore di ricerca in Ingegneria idraulica per l’ambiente e il territorio (con una tesi sull’analisi statica delle precipitazioni finalizzata alla realizzazione di sistemi di allertamento per il rischio idrogeologico e alla gestione delle risorse idriche). Va bene, ha insegnato nella facoltà di Ingegneria dell’Unical «nelle materie Idrologia tecnica, Idraulica fluviale e master “Modellazione delle catastrofi idrogeologiche”». Ha pure prodotto «diverse pubblicazioni scientifiche in materia». Ma non può dirigere il settore per il quale l’attuale responsabile, Carlo Tansi, è in scadenza dopo tre anni di gestione. 
La burocrazia regionale si premura anche di spiegare perché: «Non risulta aver maturato le competenze organizzative necessarie per la direzione di una struttura, quale l’Uoa Protezione civile, caratterizzata da molteplici e specifiche funzioni, attribuite dall’ordinamento nazionale e regionale, in materia di intervento in situazioni di calamità naturali e di emergenza». Come se le altre strutture della Regione non avessero «molteplici e specifiche funzioni». Le conseguenze sono già ben presenti sul sito della Regione: un avviso pubblico rivolto a soggetti esterni all’amministrazione per coprire un posto che, alla Cittadella, evidentemente nessuno è in grado di occupare. Sono fissati pure i termini: 15 giorni a partire dal 6 novembre per raccogliere le candidature.
Fino a qualche tempo fa non ci sarebbero stati dubbi: Tansi aveva addirittura anticipato di essere vicino alla riconferma. Da qualche settimana, però, le cose sarebbero cambiate: l’attuale dirigente ha annunciato che tornerà a lavorare come ricercatore al Cnr di Rende. «Il 18 novembre 2018 – ha scritto su Facebook –, scade il mio naturale mandato di dirigente della Protezione civile della Regione Calabria. Finisce il mio triennio di aspettativa in cui sono stato prestato alla Regione e il 19 novembre tornerò a fare quello che ho sempre fatto e quello che so fare: il ricercatore presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche». 
Quando politici, burocrati e tecnici si incrociano, però, le sorprese sono sempre dietro l’angolo (e, a dire il vero, Tansi ha annunciato più volte le dimissioni negli ultimi tre anni, ma le “crisi” sono sempre rientrate). E dunque non si può escludere che il geologo, i cui rapporti con il governatore Mario Oliverio non si sono mai incrinati, possa tornare in pista dopo il niet opposto a Iiritano e agli altri aspiranti successori (Salvatore Siviglia, Gianfranco Comito e Pietro Cerchiara). Questo nonostante le critiche che sono piovute sul settore dopo la drammatica perturbazione di inizio ottobre e, soprattutto, dopo la lettera con la quale la società che gestisce la manutenzione dei pluviometri ne ha denunciato il non perfetto funzionamento.
Venerdì prossimo, a Martirano Lombardo, Oliverio e Tansi taglieranno insieme il nastro della nuova sede della Protezione civile. Potrebbe non essere l’ultima volta che posano insieme per una foto istituzionale. (ppp)

L’articolo La Protezione civile sarà diretta (di nuovo) da un esterno proviene da Corriere della Calabria.

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