Guardie mediche Potenza, stanziati altri 400mila euro per pagare le indennità sospese nel 2017

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POTENZA – L’Asp stanzia altri 400mila euro per restituire alle guardie mediche le indennità sospese da aprile del 2017, dopo le contestazioni della Procura regionale della Corte di conti. Mentre l’Asm fa opposizione ai decreti ingiuntivi rinviando i pagamenti a un’eventuale ulteriore sentenza a favore dei camici bianchi.
Continua a tenere banco la vicenda dei medici lucani di continuità assistenziale, tra processi e decisioni contrastanti sulla validità dell’accordo integrativo al contratto nazionale di medicina generale firmato nel 2008 da Regione e rappresentanze sindacali dei medici di base, considerato illegittimo dai pm contabili laddove prevedeva il pagamento di indennità aggiuntive per 5 euro all’ora slegate da «obiettivi specifici e dichiarati».
Ieri l’Azienda sanitaria di Potenza ha dato seguito stanziando altri 400mila euro alla delibera con cui il 2 novembre aveva disposto il pagamento dei primi 50mila euro ai 45 medici che a luglio si sono visti riconoscere il diritto alle indennità dal Tribunale del lavoro del capoluogo per il periodo da aprile del 2017 a settembre del 2018. Un provvedimento motivato sempre dal tentativo di evitare il rischio di un’inutile aggravio di spese per l’esecuzione forzata annunciata dai ricorrenti, che sarebbe potuta scattare il 15 novembre.
In contemporanea è però arrivata la delibera del commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Matera, Giuseppe Montagano, che ha dato mandato all’ufficio legale di opporsi a 6 decreti ingiuntivi, per circa 30mila euro, concessi dal Tribunale della città dei Sassi ad altrettanti medici agli inizi di ottobre.
Contattato dal Quotidiano Montagano ha parlato di: «un atto dovuto, non discrezionale, a tutela dell’interesse pubblico».
In pratica, secondo il commissario, gli effetti della sentenza del Tribunale di Potenza, che è già provvisoriamente esecutiva in attesa di un eventuale ricorso in Appello, non sarebbero estendibili «automaticamente» ai medici estranei alla causa. Sicché le restanti 250 guardie mediche potentine e le 150 materane, pur trovandosi nella stessa situazione delle prime 45, dovrebbero rassegnarsi ad avviare a loro volta un giudizio ordinario e attendere una pronuncia di merito per ottenere le somme in questione. Senza sperare in possibili “scorciatoie” di altro tipo. Mentre si attende ancora la sentenza sul presunto danno erariale da oltre 18milioni di euro contestato dalla procura della Corte dei conti alla giunta regionale che firmò l’accordo integrativo del 2008.
Secondo i pm contabili, infatti, quei circa 500 euro elargiti mensilmente ai medici di continuità assistenziale lucana sarebbero stati una duplicazione dell’indennità “onnicomprensiva” già prevista e riconosciuta sulla base del contratto collettivo nazionale. Per questo ipotizzano un danno erariale pari alle somme erogate dal 2012 in poi.

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