Elezioni Usa, i democratici conquistano la Camera

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La Camera dei Rappresentanti va ai Democratici, mentre il Senato resta in mano ai Repubblicani, che anzi allargano la maggioranza nell’aula alta. Questo il risultato delle elezioni di midterm che hanno rinnovato per intero la Camera dando la maggioranza (oltre 218 seggi) al Partito democratico. Non è però un’ondata travolgente, tanto che il presidente Trump gioisce. Si è ristabilito quell’equilibrio dell’ordinamento politico americano fondato sui «checks and balances»: Trump perde, secondo gli analisti, la libertà d’azione di cui ha goduto finora, ma il blocco politico del presidente tiene. Nell’arena dei duelli diretti, i Repubblicani vincono in due stati-chiave come il Texas, dove il big Ted Cruz ha prevalso anche se di poco sull’astro nascente dem Beto O’Rourke; e in Florida, dove il democratico Andrew Gillum non ce l’ha fatta a diventare il primo governatore afroamericano perdendo per un soffio da Ron DeSantis. A fronte della battuta d’arresto per due figure in ascesa del Partito democratico, spicca invece la vittoria travolgente di Alexandria Ocasio-Cortez nel distretto di New York per la Camera, col 78% dei voti che fanno diventare la 29enne esponente della sinistra dem il più giovane membro del Congresso della storia americana, dopo aver sbaragliato l’anno scorso alle primarie gli assetti «establishment» interni.

Significativa è l’elezione della native-american Sharize Davids alla Camera col 53,3% sull’uscente – al quarto mandato – repubblicano del Kansas, Kevin Yoder. Avvocata, la Davids, affiliata alla nazione indigena Ho-Chunk, è la prima nativa a fare ingresso al Congresso degli Stati Uniti, primato che deve condividere con l’altra indigena Deb Haaland del Nuovo Messico. La Haaland ha diretto il Partito democratico nello stato del sud-ovest dal 2015 al 2017 e aveva guidato la campagna di Barack Obama per l’elettorato native-american. Sharize ha trascorso cinque anni lavorando alla riserva indiana di Pine Ridge, nel Sud Dakota, prima di esser chiamata a dirigere un programma governativo specifico ed è molto popolare anche a Standing Rock dove i nativi hanno ingaggiato negli scorsi anni una lotta ambientalista sostenuta da progressisti di tutti gli Usa. Rappresenta quella «seconda fila» di esponenti democratici cresciuti nelle battaglie sociali e civili, è anche la prima Lgbt a rappresentare il Kansas al Congresso. Come pure in Colorado è stato eletto governatore il democratico Jared Polis, dichiaratamente gay – una prima volta negli Stati Uniti per l’incarico al vertice di uno Stato – dopo esser stato il primo omosessuale eletto al Congresso. La 42enne Rashida Tlaib è la prima musulmana eletta in Congresso vincendo in Michigan un seggio per la Camera dei Rappresentanti, primato che anche lei deve condividere con Ilhan Omar, l’altra musulmana che fa ingresso al Congresso col voto di midterm dopo esser stata eletta all’assemblea del Minnesota prima deputata somalo-americana.

Non è solo lo spaccato della crescente diversità degli Usa profondi – il Kansas considerato bastione del conservatorismo e del tipico elettorato di Trump elegge oltre alla Davids al Congresso anche la democratica Laura Kelly governatrice – ma il ritorno delle piattaforme programmatiche o, per dirla col linguaggio corrente, della narrativa politica. Così secondo una ricerca dell’istituto Paw il 75% degli elettori americani aveva a cuore in questa tornata l’assistenza sanitaria. Molta l’attenzione a questioni sociali, salario, reddito e assistenza sanitaria tanto che secondo alcuni notisti è stata anche la vittoria dell’ex-presidente Obama e del suo Obamacare. Non a caso l’anziano leader della sinistra dem, Bernie Sanders, viene confermato senatore in Vermont. Resta ora da vedere se dopo questo sostanziale “pareggio” elettorale che secondo molti conferma il bipartitismo Usa, i due grandi partiti sceglieranno l’attrito che si è manifestato in campagna elettorale o piuttosto nutriranno la loro specifica agenda programmatica sulla scia delle istanze emerse dal voto in vista della campagna presidenziale del 2020.

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