“CI E’ MANCATA LA PERSONALITA’ E QUALCUNO NON E’ ENTRATO IN CAMPO”

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Dopo la sconfitta contro il Milan affrontiamo un altro scontro diretto per continuare a inseguire il miracolo Europa.
Il Torino arriva con un punto in meno di noi e con alle spalle molte polemiche arbitrali a cui mister Mazzarri ci ha abituato nel corso della sua carriera.

Confermato il modulo: per la Samp c’è il recupero di Murru ma il forfait di Defrel. Premiato Caprari.

4-3-1-2 con Audero in porta, difesa con Bereszinzki a destra, Tonelli e Anderssen centrali e Murru a sinistra. Nel centrocampo a 3: Ekdal mediano davanti alla difesa, Barreto mezzala destra e Praet mezzala sinistra. Saponara trequartista dietro a Caprari e Quagliarella.

In fase di possesso il proverbiale possesso e gioco propositivo oggi sbatte contro la fisicità incredibile dei giocatori granata.
Il nostro possesso non riesce a svilupparsi a causa di una fase di non possesso del Torino molto aggressiva che spesso ricorre al fallo tattico, ma le nostre difficoltà sono dovute anche e sopratutto all’imprecisione tecnica dei nostri giocatori offensivi.
Partiamo da una costruzione dal basso che vede un cambiamento: si abbassano e si allargano i centrali difensivi, si alzano i terzini e le due mezzali vengono al limite dell’area. Si sposta e si alza centrale Ekdal, probabilmente per non andare in difficoltà vista la sua lentezza nel giocare le classiche palle veloci e nel tentare le combinazioni che siamo abituati a vedere da circa tre anni.
Le mezzali in possesso palla le troviamo sopratutto alte e larghe per provare a prendere il pallone sulla “schiena” dei centrocampisti in pressione del Torino.
Le troviamo anche nell’inserimento centrale in profondità.
La ricerca del lancio lungo oggi aumenta visto la pressione alta del Toro: 22 lanci contro i 40 della squadra di Mazzarri.

In fase di possesso allarghiamo anche gli attaccanti per aprire un varco dietro a Rincon e centralmente per colpire con gli inserimenti di Saponara, dell’attaccante e della mezzala opposta. Oppure giochiamo con gli attaccanti vicini per le combinazioni centrali.

Ma oggi mancano precisione, velocità ed in intensità nel possesso e su questo incide non poco la scelta del Torino che con 25 falli e grande aggressività interrompe spesso il gioco ed alla fine il tempo effettivo risulta essere solo il 48%.

11 attacchi centrali, 24 sulla destra e 25 sulla sinistra.

In fase di non possesso non riusciamo a dare grande pressione in quanto il Torino non parte mai dalla costruzione dal basso e dopo due o tre passaggi effettua un lancio o un cambio gioco: abbiamo difficoltà ad accorciarli e a recuperare palla.
Sui terzini ed il centrale lavorano le due punte, non benissimo oggi in fase di non possesso. Saponara si occupa di Rincon.
Le nostre mezzali lavorano sui quinti di centrocampo che giocano molto alti spesso a metà tra il nostro terzino e la mezzala ed è questa la mossa che ci dà fastidio perche con il quinto a metà e alto abbiamo la loro mezzala che si butta sempre dietro la schiena del terzino. I granata riescono spesso in questo modo a sviluppare la loro azione sugli esterni.
Su questo movimento purtroppo il centrale di parte è costretto ad uscire creando un buco centrale dove Ekdal arriva spesso in ritardo.

La nostra difesa era la seconda migliore del campionato ma dopo la partita risulterà ridimensionata dal passivo.
Il sincronismo perfetto visto nelle prime giornate non si vede, ma solo per bravura del Torino e per minore lucidità da parte nostra.

Quando usciamo con le mezzali sui quinti, Ekdal dovrebbe prendere il movimento della mezzala e Saponara prendere Rincon che accorcia verso l’esterno, ma non abbiamo i tempi giusti.
Sul cambio gioco spesso il terzino attacca in avanti per la mancanza di copertura veloce della mezzala e spesso viene saltato in un due contro uno, dove siamo costretti a rincorrere: questo per la ricercata densità centrale e dal lato opposto per recuperare subito palla.

Il Torino si presenta con il 3-5-2: Sirigu in porta, difesa a 3 con Izzo terzino destro centrale Djidji e terzino sinistro Nkoulou. Centrocampo a 5 con Rincon davanti alla difesa, mezzala destra Meitè mezzala sinistra Baselli. Esterno destro De Silvestri ed esterno sinistro Aina. Iago Falque e Belotti in attacco.

La sua fase di possesso prevede una costruzione minima a partire dai terzini, mentre uno spinge l’opposto si ferma e ricercano subito la profondità.

Le mezzali lavorano sia in ampiezza che in profondità e gli esterni di centrocampo spingono molto: provano a ricercare superiorità numerica a centrocampo, sono molto bravi ad attaccare anche le seconde palle e fisicamente sovrastano il nostro centrocampo.

Ricercano costantemente il cambio gioco per cercare la superiorità numerica anche sugli esterni, con mezzala ed esterno opposto.

All’azione offensiva partecipano in 7-8 giocatori.

Utilizzano molto il lancio lungo, ben 40 volte, per mettere in difficoltà la nostra linea alta di difesa.

Aggressivi, in fase di non possesso giocano molto in transizione ed utilizzano una vecchia arma utilizzata ai tempi del Torino da Ventura.
Si allarga molto una punta per rientrare anche sul tiro. Iago Falque a destra per rientrare sul sinistro come Suso a Milano, con il suo piede forte, mentre la mezzala opposta attacca l’area vicino a Belotti. Baselli è molto bravo in area di rigore nei suoi inserimenti.

Micidiale e prolifico il Torino che con 8 tiri in porta fa 4 goal in 10 occasioni, noi ci fermiamo a 4 tiri in porta un goal e 9 occasioni.

20 gli attacchi a destra e 17 a sinistra, solo 4 i centrali.

La fase di non possesso del Torino è molto aggressiva e feroce. Gli scivolamenti trasformano il Torino in un 3-4-1-2 con Baselli su Ekdal: le punte lavorano sui due centrali difensivi, i quinti sui nostri terzini e quando escono il centrocampista di parte prende la mezzala che va e l’opposto lavora il centrocampista opposto.

Molto fallosi: ben 25 i falli, tanti tattici ma solo due ammoniti. Il Toro gioca molto rude, riescono a stare molto stretti e corti e a vincere tutti i duelli individuali, sopratutto con i tre difensori e con Rincon contro i nostri attaccanti.

26 i palloni recuperati.

La partita inizia subito molto tattica e bloccata a centrocampo con un grandissimo equilibrio, nessuna delle due squadre riesce a sfondare.
Un dato della gara fa capire il tipo di partita: il 62% del possesso il Torino lo sviluppa nella propria metà campo, la Sampdoria ha il 51 % e risulta vincente per il possesso in generale con il 52 %.

La differenza l’ha fatta la struttura fisica e le individualità. Al 2′ minuto giropalla, sbaglia Murru che lancia Belotti, bravo Tonelli a chiuderlo in scivolata.

Al 12′ minuto cadiamo ingenuamente.





Barreto si infortuna gravemente, il Torino non butta fuori il pallone, passa un minuto e mezzo e non riusciamo né a prendere palla, né a buttarla fuori né sopratutto a fare un fallo. Il Torino gioca da sinistra verso destra e prova ben 3 cross con De Silvestri, Belotti spinge Tonelli mettendolo in fuorigioco per saltare sull’ultimo cross e segna l’uno a zero. La Var controlla il fuorigioco ma non il fallo netto dell’attaccante, che furbescamente si è fatto spazio.

Entra Linetty per Barreto con conseguente spostamento di Praet a destra.

Rispondiamo a fatica con una bella azione che libera Caprari: il n. 17 prova il tiro a rientrare dalla sinistra dentro l’area di rigore, palla fuori di poco.

La partita ristagna a centrocampo con molti contrasti e poca fluidità di manovra da parte delle due squadre.

Alla seconda occasione del Torino veniamo puniti per la seconda volta.
Portiere per il terzino sinistro, palla al quinto che gioca alla mezzala, la linea scappa, Baselli cambia gioco sull’inserimento di Belotti. Siamo messi male perchè il terzino si era alzato sul quinto e Praet era in ritardo e poco aggressivo sulla mezzala. Belotti si inserisce tra centrale e terzino con un bel movimento dentro/fuori, è troppo lo spazio lasciato dal terzino dopo il controllo della punta. Murru recupera la posizione, ma Audero decide sbagliando di uscire e travolge l’attaccante, rigore che ci può stare.

Un errore per questo giovane e coraggioso portiere è più che tollerabile, non dimentichiamo la sua età ed il campionato cha ha disputato fino ad ora!

Dopo il controllo Var Belotti segna il due a zero.

Iniziamo il secondo tempo più volitivi ed il mister aumenta il peso offensivo con Defrel al posto di Saponara, Caprari trequartista.

Teniamo il possesso contro un Torino che abbassa il baricentro e si difende in 10 dietro alla linea della palla giocando in contropiede, ma oggi non riusciamo a sfondare.

Al 54′ minuto Rincon gioca l’ennesimo pallone, male la copertura lenta e svogliata di Caprari che lo fa girare dopo il lancio. Il venezuelano che un minuto prima ha rischiato, gia’ ammonito, con un fallo di mano evidente, lancia lungo sull’inserimento dietro la linea De silvestri che crossa dopo il controllo con una marcatura blanda di Murru. Bereszinsky viene travolto e anticipato da Oianna che la rimette dietro dove Iago Falque è pronto sul dischetto e batte a rete, manca in questo caso la copertura di Ekdal.

3-0 e questa è una vera mazzata morale, ma continuiamo ad attaccare.

Al 62′ minuto Praet con un bell’inserimento in profondità su passaggio di Bereszinski guadagna un rigore sacrosanto. Quagliarella prima lo sbaglia poi è veloce con un sublime destro e sinistro a saltare Sirigu e calciare a rete per il 3 a 1.

Il pubblico spinge e prendiamo entusiasmo: proviamo ad attaccare a testa bassa ma il Torino si difende con ordine. Al 66′ minuto verticalizzazione di Praet per Quagliarella che invece di passarla centralmente al Defrel solo davanti all’area di rigore perde il tempo. Peccato, avremmo potuto riaprirla.

Al 69′ minuto entra Berenguer per Iago falque.

Il Torino risponde in contropiede al 70′ minuto: errore nel cambio gioco con Anderssen, recupera Oliana che si invola con il nostro terzino polacco alto e fuori dai giochi difensivi. Oliana crossa per Belotti, errore di postura di Andersen che lascia troppo spazio alla punta granata che al volo colpisce, grande parata di Audero.

Commettiamo troppi errori nel possesso, passano i minuti e perdiamo fiducia.

Al 77′ minuto il colpo finale.

Corner e nella marcatura a zona Ekdal salta da fermo, manca la palla e viene anticipato da Izzo, dietro di lui para Audero. Il pallone picchia sulla gamba a Bellotti che rimette in gioco Izzo che segna il 4 a 1.

Al 78′ minuto spazio a Kownacki che rileva Caprari fischiato per l’ennesima prova sottotono.

All’82’ minuto entra Zaza per Belotti ed all’84’ minuto entra Soriano per Rincon.

La partita finisce così, sottolineo i cambi che ha fatto il Torino: da noi sarebbero potenzialmente dei titolari.

Forse a livello di punti si ridimensiona la nostra corsa all’Europa League, di sicuro chi non si fa attrarre dai risultati e giudica globalmente ed in maniera lucida si poteva aspettare di subire delle sconfitte con squadre piu forti.

Certo a livello di atteggiamento qualcuno dei nostri ha proprio sbagliato partita. Ci manca la personalità necessaria per affrontare determinate gare.

Se tutti sono in condizione l’11 titolare è una buona squadra, grazie sopratutto al lavoro di mister Giampaolo. Ma quando vengono a mancare delle pedine fondamentali oppure se quelle che in passato hanno disputato dei gran campionati inciampano in una giornata storta, è normale cadere.

Il Torino si è dimostrato più forte fisicamente e tecnicamente ha sbagliato poco o nulla, hanno meritato la vittoria, non un punteggio cosi ampio.

Avanti ragazzi!

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