Chi c’era (e chi no) nel “giorno” di Minniti. Tra i parlamentari Pd calabresi solo Viscomi

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C’era grande attesa per la prima presentazione (in Calabria si replicherà a Cosenza alla fine di novembre) del libro di Marco Minniti anche per le proiezioni calabresi che l’evento, inevitabilmente, si portava dietro. Non solo perché segna l’esordio di Minniti come autore, ma anche per via del fatto che il suo prepotente rientro al centro della scena politica del Pd, inevitabilmente proietta nuovi scenari in Calabria. E allora partiamo col vedere chi c’era e chi ha invece snobbato la kermesse romana by Minniti.
Mario Oliverio non è arrivato ma, a scanso di equivoci, ha prima telefonato a Minniti per spiegarne le ragioni (impegni con l’ambasciatore di Albania sceso in Calabria per alcune cerimonie di rilievo internazionale) e poi ha spedito in via di Ripetta il suo vice Francesco Russo, accompagnato dall’assessore Angela Robbe. Lascia flebo e cure per una colica che lo ha tenuto a letto negli ultimi cinque giorni, invece, il presidente del consiglio regionale Nicola Irto, per rispondere «presente». In via di Ripetta arriva insieme al consigliere Mimmetto Battaglia. Completano i ranghi reggini il sindaco Giuseppe Falcomatà e Marco Schirripa, apprezzatissimo ricercatore universitario ed esponente di quella “nuova linfa” che Renzi ha voluto nella direzione nazionale del Pd. Tra i presenti anche Gigi Sbarra, segretario nazionale aggiunto della Cisl.
E sempre dalla Calabria sono saliti gli “amici di una vita” che hanno accompagnato Marco Minniti in quel lungo percorso accidentato e irto di rischi, anche fisici, dei quali si trova ampia traccia nel libro che viene presentato. A cominciare dalla cupa notte dell’omicidio di Giuseppe Valarioti, giovanissimo segretario del Pci di Rosarno. C’erano praticamente tutti: da Girolamo De Maria a Franco Ambrogio, da Leo Pangallo a Franco Paraboschi. Insomma impossibile non notare le assenze. A cominciare da quella di Nicola Adamo.
Il capitolo delle assenze introduce al delicatissimo passaggio sull’attuale deputazione calabrese: dei tre parlamentari eletti in Calabria era presente il solo Antonio Viscomi, accompagnato dal collega campano Paolo Siani, fratello del cronista trucidato dalla camorra. Nessuna traccia degli altri: Enza Bruno Bossio e Ernesto Magorno avranno avuto di meglio da fare. L’ex segretario regionale, del resto, non fa mistero delle sue riserve nei riguardi di Marco Minniti. Spingendosi fino a confidare ai suoi amici più stretti che spera proprio di non vederselo imporre da Matteo Renzi come candidato da appoggiare.
Nessuna sorpresa, anzi per molti il tramonto del “tutto si tiene” non può che far bene al Pd e alla Calabria. Dove sono sempre più numerosi quanti, specialmente dopo ciò che va capitando in quel di Vibo, auspicano arrivi la stagione della chiarezza in seno al partito calabrese. In questa direzione per molti la candidatura di Marco Minniti è «occasione per un ritorno alla politica». Per altri «una vera iattura».

direttore@corrierecal.it

L’articolo Chi c’era (e chi no) nel “giorno” di Minniti. Tra i parlamentari Pd calabresi solo Viscomi proviene da Corriere della Calabria.

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