BORSE EUROZONA – Puntare su un recupero del Vecchio Continente

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La guerra dei dazi potrebbe spostarsi sempre di più sull’asse Cina-Stati Uniti, lasciando al margine l’Eurozona …

L’indice Eurostoxx 50 (3.250 punti) si mette in luce con un guadagno dell’1,3%, sostenuto dal progresso di quasi tutti i suoi componenti. Solo 4 azioni su 50 si muovono al ribasso. A favorire gli acquisti sono due novità.

Una arriva da oltreoceano. Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti hanno registrato la riconquista della Camera da parte dei Democratici, dopo otto anni di dominio repubblicano. Donald Trump si ritroverà di conseguenza a dover rendere conto del suo operato e delle sue iniziative ad un Congresso meno disponibile a fornire appoggio parlamentare ai suoi provvedimenti, per esempio in materia di dazi. E questo, a tutto vantaggio dei partner europei.

L’altra arriva dalla Germania, la locomotiva dell’Europa. A sorpresa, in settembre la produzione industriale tedesca è cresciuta dello 0,2% su base mensile, mostrando un andamento migliore delle attese, che prevedevano un andamento invariato. E’ stato anche rivisto al rialzo il dato di agosto a +0,1% da -0,3% precedente. Ciò rasserena sullo stato di salute della zona euro.

Sullo sfondo rimane l’aspettativa che la Bce adotti un approccio più cauto sui tassi di interesse, viste le tante turbolenze persistenti (guerra commerciale Cina/Usa, Brexit, scontro Italia/Ue sulla manovra, …).

DETTAGLI EUROSTOXX 50

L’indice raggruppa 50 tra le migliori blue chip dell’Eurozona. Sono solo tre le azioni italiane: Enel [ENEI.MI], Eni [ENI.MI] e INTESA.

Dal primo gennaio ad oggi l’Eurostoxx 50 perde il 6%, ma è reduce da sei anni positivi di seguito. Ottobre si è chiuso con una perdita del 6%, la più ampia su base mensile dal 2016.

Le tre azioni migliori da inizio 2018 sono: Nokia (+33%), Safran (+32%), Adidas (+21%). Le tre azioni peggiori sono casualmente tutte tedesche: Bayer (-30%), Anheuser (-28%), Deutsche Post (-27%).

In seguito alla recente correzione i multipli medi si sono riequilibrati. Il consenso stima un P/E medio di 15,44x e un Dividend Yield medio lordo del 3,7%.

COMMENTO & SPUNTI OPERATIVI

Graficamente, dal picco storico dell’ormai lontano marzo 2000, a 5.522 punti, è in corso una prolungata fase ribassista. A partire dal 2012 si può invece ‘leggere’ un trend rialzista, ben descritto nel canale crescente evidenziato con la linea tratteggiata in rosso, che ha provato a invertire la trendline ribassista già al 2015.

I livelli da monitorare sono: verso l’alto, sul primo serio scoglio grafico posizionato nel range 3.700/3.830, ovvero sui massimi degli ultimi tre anni. Verso il basso, sul primo robusto sostegno posizionato nel range 3.100/3mila punti, ovvero in corrispondenza della parte bassa del canale crescente avviato dal 2012 e a ridosso della trendline ribassista.

EUROSTOXX50
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Operatività. Non riteniamo casuale che la reazione di fine ottobre/inizio novembre sia scattata proprio dalle soglie discriminanti sopra indicate.
Rafforziamo il giudizio positivo di medio termine. Sfruttare eventuali debolezze per acquistare fin verso 3.100/3mila punti. In alternativa, attendere la piena rottura di quota 3.830 punti per ingressi in tendenza sulla forza. Stop loss da applicare alla prima chiusura sotto 2.700 punti.

Per investire sull’indice Eurostoxx50 ci sono diverse opzioni.

Il Crescendo Maxicedola Banche Italiane di Exane Isin FREXA0013039 [FREXA0013039.TX] consente di approfittare di una maxi cedola del 10,80% da qui a un mese (5 dicembre) se l’indice Eurostoxx (oggi 3.250 punti) non scenderà fino a 2.728,04 punti ovvero se non perderà il 17%. Per giocarsi successivamente l’eventualità di un rimbalzo delle tre principali banche italiane (Intesa, Mediobanca, Unicredit) per un rendimento fino al 23%.

Il seguente ETF consente di investire al rialzo (Long) in ottica di medio/lungo termine:

Lyxor Euro Stoxx 50 Ucits (Eu)
Codice Isin: FR0007054358
[MSE.MI]
Performance da inizio 2018 -7,0%

L’obiettivo di gestione è di replicare l’indice EuroStoxx 50 Net Return minimizzando al massimo la differenza (“tracking error”) tra i rendimenti dell’ETF e quelli dell’indice EuroStoxx 50. Distribuisce un dividendo semestrale. L’ultimo, pagato il 13 luglio 2018, è stato pari a 1,0 euro.

Nell’elenco dei primi dieci titoli in termini di peso specifico non figura alcuna società italiana.
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Il seguente ETF consente di investire al rialzo (Long) in ottica di medio/lungo termine su azioni a bassa volatilità:

SPDR EURO STOXX Low Volatility
Codice Isin IE00BFTWP510
[ELOW.MI]
Performance da inizio anno -2,0%

Lo strumento punta a replicare la performance delle 100 principali azioni quotate nell’Eurozona che hanno storicamente dimostrato di avere bassa volatilità, raggruppate nell’indice Eurostoxx Low Risk Weighted 100. Non distribuisce dividendo. Costo annuale 0,30%.

Di seguito alcuni dati relativi alla composizione dell’ETF. Cinque Stati più rappresentati. Francia 39,3%, Germania 22%, Olanda 10%, Spagna 9,6%, Belgio 8,3%. L’Italia è sesta in termini di peso con un 3,9%. Cinque settori più rappresentati: Assicurazioni 9,3%, Chimici 8%, Real Estate 7,7%, Tlc 5,5%, Engineering 4,8%. L’elenco aggiornato delle prime dieci azioni è il seguente. Da notare la totale assenza di azioni italiane.

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