Variante della Tremezzina, Fermi agli ambientalisti: “Fuori luogo, fuori tempo”

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Variante della Tremezzina: le critiche degli ambientalisti sono “fuori luogo e fuori tempo massimo” secondo il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi.
Lo scontro nasce da una lettera diffusa ieri da cinque associazioni ambientaliste: Italia Nostra Como, Chiave di Volta, La Cruna del Lago, Territori Natura Arte Cultura e Legambiente Como.
Con una relazione tecnica dettagliata, gli ambientalisti chiedono di riesaminare la soluzione “tutta in galleria”.
“Il danno causato dalla realizzazione di gallerie artificiali, edifici di servizio e trincee in corrispondenza dei tratti a cielo aperto è insostenibile – scrivono le associazioni – in termini di frattura della continuità fisica del paesaggio e di alterazione di ampie aree territoriali che verranno rese inavvicinabili e irrimediabilmente compromesse. In modo particolare si fa riferimento ai tratti a cielo aperto previsti in prossimità della Torre di Spurano, nel territorio di Mezzegra e agli imbocchi di Colonno e Griante”.
Dopo aver sollevato una lunga serie di criticità, gli ambientalisti concludono affermando come “l’unica scelta realmente sostenibile sia la realizzazione dell’intera opera in galleria naturale, suddivisa eventualmente in tratti intervallati da viadotti”.
Una posizione in parte considerata dal Movimento 5 Stelle che, per voce del consigliere regionale Raffaele Erba, ieri diceva: “La variante della Tremezzina, allo stato attuale di avanzamento della progettazione, è un’opera che deve procedere, anche se presenta ancora criticità su cui ragionare. Stiamo parlando di zone di pregio su cui va usata la massima delicatezza, e la posizione delle associazioni ambientaliste non deve rimanere inascoltata”.
Ben più secca è, come anticipato, la reazione di Fermi, presidente del consiglio regionale.  “Chiedere di rivedere il progetto della Variante della Tremezzina è assolutamente strumentale e fuori luogo, e giunge peraltro fuori tempo massimo. Cercare oggi di rimettere in discussione il progetto significa solo volere impedire la realizzazione di un’opera che tutto il territorio attende ormai da troppo tempo e di cui se ne avverte sempre più l’imprescindibile necessità. Massimo rispetto per le posizioni di tutti – conclude Fermi – ma non credo che le esternazioni di qualche ambientalista meritino maggiore attenzione e considerazione delle esigenze e delle richieste del restante 99% dei cittadini comaschi”.

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