Recensione – “La misura dell’uomo” di Marco Malvaldi

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L’uomo vestito di rosa si riscosse, rendendosi conto di essersi perso – ma solo nei suoi stessi pensieri. Cosa che gli capitava spesso, e che era di gran lunga la frazione di tempo migliore della sua giornata. Ma adesso non era il momento di abbandonarsi a fantasticherie. Adesso c’era da fare.

Siamo alla fine del ‘400, in pieno Rinascimento. Lorenzo il Magnifico è morto e Colombo ha da poco scoperto l’America. Milano è governata da Ludovico il Moro, che si divide tra politica e intrighi amorosi. E nei cortili del castello, si aggira un uomo vestito di rosa e con la testa tra le nuvole: Leonardo Da Vinci.

Leonardo ci viene presentato come uno stacanovista insaziabile, uno dei quei tipi che dormono poche ore perché il tempo non basta mai e le cose da fare sono sempre troppe. Ma c’è una cosa che occupa buona parte dei suoi pensieri: la realizzazione del monumento equestre dedicato a Francesco Sforza. Un’opera complessa dal punto di vista ingegneristico, che il Moro però dimostra di volere a tutti i costi ed in breve tempo.

La vita scorre tranquilla, tra le numerose udienze del duca di Milano e gli occhi sempre attenti degli ambasciatori.

Marco Malvaldi col suo ultimo libro edito Giunti.

Ma un giorno qualcosa sconvolge gli equilibri del Ducato: un cadavere viene infatti trovato in una corte del castello, e la causa del suo decesso è ignota. Nemmeno il fedele astrologo di corte, Ambrogio Varese da Rosate, convocato dal Moro in ogni occasione di smarrimento e pericolo, sa dire con esattezza di cosa si tratti, ma finisce per ipotizzare la comparsa di una nuova malattia, ben diversa dalla peste.

Il Duca, per fuggire ogni dubbio, decide di chiedere un parere alla persona più geniale che conosce (e che pare sia anche avvezza alle pratiche della “notomia” – anatomia), ovvero il nostro caro Leonardo. La sua diagnosi ovviamente è scientifica e non certo guidata dalle stelle: la vittima è morta per soffocamento. Ma come in tutti i gialli che si rispettino, emergono due quesiti da risolvere: chi è stato? E perché?

Ed è così che Da Vinci, da genio, ingegnere e pittore qual è, si ritrova a vestire i panni (sempre rosa) dell’investigatore.

Inizia così un percorso fatto di ipotesi, ricerche e ragionamenti, che porteranno il nostro Leonardo a svelare il crudele mistero. Il tutto condito, ovviamente, dalle azioni rocambolesche di certi personaggi e dal contesto politico del tempo.

Ho letto con piacere questa storia e mi sono letteralmente immersa in un’epoca con cui non avevo a che fare da molto tempo. L’elenco iniziale di presentazione di tutti i personaggi e l’albero genealogico degli Sforza mi hanno dato una mano per ricordare tutto ciò che avevo studiato negli anni della scuola. Questo ha reso la lettura ancor più stimolante e gratificante, oltre che divertente.

Come afferma Malvaldi, questo non è un libro di storia, ma un romanzo. Un romanzo che vuole celebrare la figura di Leonardo Da Vinci a cinquecento anni dalla sua morte, e che lo fa riportandolo tra le pagine con un respiro fresco e contemporaneo, ma senza perdere la bellezza delle atmosfere quattrocentesche.

Il linguaggio usato dall’autore rende l’intera storia molto particolare: la voce narrante vi sembrerà quella di un amico che, con gli occhi e le parole dell’oggi, vi commenta il passato, rendendolo così più semplice da interpretare.

Per quanto si sia molto lontani (anche temporalmente) dalle storie del BarLume, ritroviamo quell’ironia che è tipica dell’autore e che pervade inevitabilmente tutto il romanzo.

Io credo che interpretare le mosse e i pensieri di Leonardo non sia un’impresa facile, e credo che però Malvaldi abbia vinto questa scommessa, regalandoci un’immagine inedita del grande maestro e un’indagine davvero ben congegnata che vi farà dubitare delle vostre idee fino all’ultima pagina.


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Il romanzo mi è stato inviato in anteprima dalla casa editrice che ringrazio. 

(Pisa, 1974), chimico, ha esordito nel 2007 per Sellerio con La briscola in cinque, primo degli ormai sette volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, divenuti nel 2013 anche una serie televisiva. Ha pubblicato inoltre i romanzi Odore di chiuso (Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), Milioni di milioni, Argento vivo, Buchi nella sabbia, La battaglia navale, Negli occhi di chi guarda e i saggi L’infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, Capra e calcoli. L’ eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà, L’ architetto dell’invisibile ovvero come pensa un chimico e Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sull’umorismo e il linguaggio.
Clicca qui per visitare il sito dell’autore.

 

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