Le acque nel governo sono quanto mai agitate, Conte cercherà ancora una volta di mediare, ma ha perso la pazienza

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Tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio il gelo pare ormai assodato e assoluto. I due vicepremier sono tornati questa sera dalle missioni all’estero (in Ghana il leghista, in Cina il pentastellato) trovando sul tavolo una situazione al limite dell’esplosivo. Il ministro dell’Interno vuole incassare il sì del Senato al dl sicurezza (il governo ha posto la fiducia, che sarà votata domani mattina da Palazzo Madama), prima di affrontare il nodo dell’allungamento dei tempi di prescrizione. I cinquestelle, al contrario, vogliono che gli alleati leghisti non si mettano di traverso sulla sospensione della prescrizione dopo il giudizio di primo grado, proposta inserita con un emendamento al ddl anticorruzione, all’esame delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. E nessuno dei due pare voler cedere di un millimetro. Un braccio di ferro che si fa evidente anche nella convocazione di un vertice tra il premier Giuseppe Conte e i due vice per sbloccare la situazione. Per i cinque stelle va fatto già stasera, per i leghisti domani pomeriggio, dopo il voto del Senato. E le due differenti versioni sono state fatte trapelare per tutto il pomeriggio.

Anche Palazzo Chigi conferma che l’incontro è previsto per stasera, ma Salvini arrivando in Senato liquida la questione con una battuta un po’ sprezzante: “Un vertice di governo? Stasera ho un vertice con i rigatoni e la Champions”. Il titolare del Viminale, comunque, rispetto al tema della prescrizione sceglie toni concilianti, dicendo però chiaramente che prima vuole incassare il via libera sul dl sicurezza. “L’unica cosa che non voglio – scandisce – sono processi eterni per innocenti. La prescrizione va cambiata ma i tempi debbono essere certi. Un processo non può andare avanti due-tre anni. Nel contratto di governo c’è la riforma della prescrizione sulla quale stiamo lavorando. Io, però, sono abituato a fare una cosa per volta e farla bene e quindi voglio portare a casa il dl sicurezza che considero il mio decreto. Poi la quadra con Di Maio e Conte si troverà certamente”.

Ma il M5s con il capogruppo in Senato Stefano Patuanelli avverte: “La nostra lealtà sul Dl sicurezza non può prescindere da quella della Lega sul tema della prescrizione. Per il Movimento 5 Stelle pene più severe non hanno senso se non sono anche certe. Sono sicuro che la notte porterà consiglio”. In tutto questo ad accrescere la tensione tra M5s e Lega c’è stata la rimozione del direttore dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston decisa dal ministro dell’Istruzione e della ricerca Marco Bussetti (leghista). Una decisione che ha fatto infuriare i grillini, che lo hanno detto apertamente con un tweet del viceministro Lorenzo Fioramonti: “Ho appreso anche io questa notizia dai social network stamattina – ha scritto – non sarebbe male se decisioni che attengono allo sviluppo ed alla leadership del sistema di ricerca in Italia si condividessero anche con il vice ministro, visto che si è occupato di ricerca scientifica per anni”. Le acque nel governo sono quanto mai agitate, Conte cercherà ancora una volta di mediare, ma anche il presidente del Consiglio, secondo quanto riferisce chi ha avuto modo di parlarci in queste ore, ha perso la pazienza. “Se poi il vertice stasera saltasse per il no di Salvini – spiega la fonte – sarebbe un fatto grave”.

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