La passione mi guida: Giada Franceschini

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Ho iniziato a correre assolutamente per caso. Non per ragioni di benessere psico-fisico né per fini estetici, ma perché a 17 anni, ancora senza patente, volevo raggiungere un luogo vicino a casa nel quale sapevo che avrei visto quel rosso acceso che invade il cielo al tramonto.

Il motivo per cui corro ora è fondamentalmente lo stesso, inseguo tramonti. Passo le mie giornate davanti a un computer, ragion per cui non vedo l’ora di finire, infilarmi le scarpe da corsa, prendere l’auto, raggiungere i luoghi lontani dal caos della città, e correre finché non diventa buio. Avvicinandomi al sole che scende, a volte dietro la città, altre volte dietro le colline, sento pian piano la mente che si libera e il mio obiettivo si avvicina. Corro, continuo a correre finché non posso dirmi soddisfatta di aver vinto la sfida con me stessa. Può trattarsi di migliorare un tempo o una distanza; oppure può essere che io abbia bisogno di prendermi del tempo per me stessa, il che mi ricorda che vedo la corsa come metafora di vita: se si vuole qualcosa bisogna correre a prenderselo.

Ora, dopo diversi anni che corro per passione, senza seguire schemi o regole particolari ma solo le mie sensazioni, ho deciso di preparare la mia prima maratona. È un sogno che ho da sempre ed è arrivato il momento di esaudirlo. Correre verso Roma 2019 è il mio obbiettivo.

Contenuto realizzato da Giada Franceschini per Condé Nast Social Academy con il supporto di Volkswagen.

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