Il ministro leghista all’Istruzione Bussetti revoca il fisico Battiston dalla presidenza dell’Agenzia spaziale. Incarico ad un militare vicino alla Lega? Il blitz deciso senza avvertire i 5Stelle, che rimediano l’ennesima figuraccia

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“Oggi il ministro Bussetti con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dell’incarico di presidente Asi. E’ il primo spoil system di ente di ricerca. Grazie alle migliaia di persone con cui ho condiviso quattro anni fantastici di spazio Italiano”. In tarda mattinata su Twitter il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, annuncia in maniera polemica di essere stato rimosso dall’incarico che ha ricoperto dal 2014 al 2018 e nel quale era stato riconfermato l’8 maggio dall’allora ministra Fedeli. Il tweet provoca le reazioni del mondo politico e degli scienziati. Il primo a intervenire è il viceministro grillino dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che sempre su Twitter si lamenta con il collega di governo (e di ministero): “Non sarebbe male se decisioni che attengono allo sviluppo ed alla leadership del sistema di ricerca in Italia si condividessero anche con il vice ministro, visto che si è occupato di ricerca scientifica per anni”. Quindi, all’agenzia AGI aggiunge: “Vista la difficoltà in cui versa l’intero sistema della ricerca in Italia, c’è il rischio che le scelte non condivise vengano interpretate in maniera sbagliata”. E ancora: “La rimozione del presidente in maniera estemporanea richiedeva che si mettessero sul tavolo le carte, altrimenti si scatena il panico tra i ricercatori con il rischio di un impatto negativo sull’intero sistema della ricerca, invece non c’è stata alcuna riunione strategica”. Non solo il viceministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Anche il vicepremier Luigi Di Maio era all’oscuro della rimozione di Roberto Battiston dall’Agenzia spaziale italiana. Di Maio, viene riferito da autorevoli fonti di governo, sarebbe stato raggiunto dalla notizia dell’allontanamento del presidente dell’Asi durante suo il viaggio in Cina. A metterlo al corrente della situazione, che apre una nuova crepa tra i due alleati di governo, Stefano Buffagni, sottosegretario e uomo di fiducia di Di Maio, che a sua volta era venuto a sapere del cambio ai vertici dell’Agenzia non da esponenti di governo ma da fonti interne al Miur. Anche per questo, spiegano i beninformati, Di Maio sarebbe nero per quanto avvenuto, e stasera vedrà i suoi alle 21 per fare il punto sulla prescrizione -al centro di un braccio di ferro con la Lega- ma anche per affrontare la questione della rimozione di Battiston, “che avrà conseguenze”, perché “la ricerca non può essere terreno di scorribande”, ragionano i vertici 5 Stelle, alle prese con i malumori e le preoccupazioni della comunità scientifica che, assieme allo stesso Battiston, grida in queste ore al primo caso di spoil system in un ente di ricerca. In realtà, fonti M5S sostengono che la Lega da tempo fosse interessata a un cambio ai vertici dell’Asi, con conseguente rimozione di Battiston.

L’incredibile nota del Miur che spiega con opinabili ragioni burocratiche la revoca del professor Battiston

A spiegare la decisione di revocare l’incarico al presidente dell’Agenzia spaziale italiana arriva nel primo pomeriggio una nota del Miur: “La nomina di Battiston era stata firmata dal ministro Fedeli lo scorso 7 maggio, con un governo che aveva perso la fiducia degli italiani alle elezioni del 4 marzo e agiva in ordinaria amministrazione”, scrive il ministero dell’Istruzione. E aggiunge: “La nomina non è mai stata sottoposta al parere preventivo e obbligatorio del Comitato Interministeriale per le politiche relative all’aerospazio istituito con la legge 7 del 2018, che è entrata in vigore nelle prime settimane di quest’anno”.  Chiamata in causa dal ministro Bussetti, l’ex titolare dell’Istruzione, Valeria Fedeli, si dice “molto sorpresa” dalla revoca della nomina di Battiston, “anche perché la procedura per la conferma è stata fatta correttamente e nei tempi utili”. E aggiunge polemica: “Per nominare il presidente dell’Asi c’è una lunga procedura che dipende anche da soggetti autorevoli esterni e non solo dal ministro e di questo sono a conoscenza Bussetti e tutti coloro che parlano di trasparenza nei percorsi”. Ai tanti che si sono detti dispiaciuti per la revoca dell’incarico a Roberto Battiston, che si è laureato alla Scuola Normale di Pisa ed è ordinario di Fisica Sperimentale dell’Università di Trento, anche il più importante astronauta italiano, Paolo Nespoli. “Mi sembra che tutti dobbiamo ringraziare il professor Battiston per quello che ha fatto per la fisica, per lo spazio e mi viene da dire per il nostro paese se non il mondo intero. Personalmente gli faccio i miei migliori auguri per un futuro sempre spaziale. Ha sicuramente ancora tanto da dire e fare”.

Un militare a capo dell’Agenzia spaziale italiana? Pare di sì

Pasquale Preziosa, ex Capo di Stato Maggiore dell’aeronautica italiana, verso la presidenza dell’Agenzia Spaziale Italiana. Sarebbe questo il nome scelto per la successione di Roberto Battiston all’Asi secondo quanto l’Adnkronos è in grado di apprendere. Fonti Miur sottolineano che si tratta di una nomina di altissimo profilo pensata nell’interesse dell’Ente, fiore all’occhiello del Paese, e del suo futuro. Preziosa “rappresenta una garanzia, è un uomo delle istituzioni. È un docente di diritto aerospaziale”, specificano ancora dal Miur.

Per Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, frutto avvelenato dello “scontro violentissimo tra Lega e M5S”

“La rimozione del prof. Battiston dalla presidenza dell’Agenzia Spaziale Italiana è incomprensibile oltre che inaccettabile. Dimostra, per la verità, che a questo governo interessa ben poco la ricerca pubblica su cui non mette un soldo in più. Ma interessa solamente uno spazio di potere in più a questo o a quel partito”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni parlando con i cronisti a Montecitorio, tornando sulla vicenda della destituzione del presidente Asi da parte del governo. “E lo scontro violentissimo – prosegue il leader di SI – in atto tra Lega e M5S rivela tutta la confusione che ormai alberga nelle stanze dell’esecutivo su ogni provvedimento, scelta, decisione. Oggi – conclude Fratoianni – è stata messa una mina pericolosa sull’autonomia degli istituti di ricerca del nostro Paese. Che i nostri scienziati e ricercatori, sempre bistrattati ed umiliati, non si meritano proprio”.

Epifani (Leu) su Asi, vicenda oscura, Bussetti riferisca in Aula

Sulla revoca dell’incarico di Roberto Battiston a presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), il deputato di Liberi e uguali, Guglielmo Epifani, afferma in una nota: “La revoca della nomina di Roberto Battiston alla presidenza dell’Agenzia spaziale italiana assume contorni oscuri e risulta incomprensibile nella modalità”. Per Epifani è “una scelta dannosa perché lede l’autonomia e il ruolo dell’Asi e tutto quello che è stato realizzato e costruito come Italia all’interno dell’Agenzia spaziale europea”. L’esponente di Liberi e Uguali poi sottolinea: “Proprio perché sono in ballo grandi interessi industriali ed economici, l’indipendenza e l’autonomia sono fattori di garanzia per la bontà delle scelte di un ente di tale levatura. Per l’insieme di queste ragioni – conclude – il ministro Bussetti venga al più presto a riferire su quanto accaduto in Parlamento”.

Per Francesco Verducci, senatore Pd, vicepresidente Commissione Cultura, “atto gravissimo, colpiti competenti e meritevoli”

“La ‘rimozione’ di Roberto Battiston dalla Presidenza dell’ASI è gravissima. Nella loro smania di poltrone, Lega e M5S mettono in atto un precedente inquietante e preoccupante. Pur di avere persone fedeli al Governo, vengono colpiti i competenti e i meritevoli. L’atto del ministro Bussetti è una vera prevaricazione, che mette a rischio libertà e dignità della ricerca pubblica in Italia. Un ringraziamento davvero sentito al presidente Battiston per l’impulso che ha dato in questi anni al settore spaziale made in Italy, consolidandolo ai vertici del panorama scientifico internazionale e per l’impegno che ancora profonderà”, dice il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione cultura, istruzione, università e ricerca del Senato.

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