FESTIVAL DEI POPOLI 59 – “Tempi di Ghisa”: la fragilità nascosta

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Dino Fumagalli è stato una delle principali icone del body building in Italia. Oggi gestisce una palestra in Brianza ed il passare dell'età sembra segnare non solo il suo volto, ma anche il suo fisico, pur tenendolo in continuo allenamento. La storia di questo singolare atleta è raccontata in "Tempi di Ghisa" di Jacopo Benini, Elettra Irene Borchi, Francesco Di Gioia e Federico Di Leo, prodotto dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano.

Il documentario, tra immagini tratte da vecchi VHS e riprese all'interno della palestra, racconta trent’anni di vita di un uomo, dalla nascita per la sua passione per body building al rapporto con la moglie ed il suo lavoro. Non vi sono filtri nella narrazione, anzi, Dino si mette a nudo davanti alle telecamere evocando i suoi fantasmi adolescenziali, dove non accetava il suo corpo che ha voluto "plasmare" e cambiare. "Tempi di Ghisa" indaga proprio questa relazione tra il fisico e la personalità di un uomo e di un campione dello sport. La fragilità interiore di Dino si scontra con la sua fisicità, i suoi fantasmi con le sue ambizioni.

I registi riescono a costruire un ritratto umano pieno di pudore ed inteligenza artistica, lasciando parlare le immagini ed il protagonista, senza dare un giudizio morale e sociale alla vicenda, ma facendoci conoscere cosa può esserci veramente dietro l'apparenza ed i giudizi umani.

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