Battaglia in Cassazione sui bimbi con due papà A Trento i giudici avevano detto «sì»

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Annullare la sentenza della Corte d’Appello di Trento che aveva detto sì alla trascrizione del nome del secondo papà sull’atto di nascita di due bambini nati in Canada con la tecnica della gestazione per altri.

È questa la posizione della procura generale della Cassazione, che ha chiesto alle Sezioni Unite di accogliere i ricorsi del pg di Trento, del sindaco della stessa città e del ministero dell’Interno, secondo i quali la trascrizione sarebbe contraria all’ordine pubblico.

Oggetto della causa è da un lato la possibilità di una coppia omossessuale – i due sono sposati secondo la legge canadese – di diventare genitori senza ricorrere alla possibilità dell’adozione in casi particolari (già ammessa dalla giurisprudenza della Cassazione), ma anche il riconoscimento del diritto del genitore non biologico, a prescindere dal sesso, nel caso di gestazioni per altri. La decisione sarà resa nota solo tra qualche settimana con il deposito delle motivazioni.

Nell’udienza di oggi, la procura generale ha ritenuto legittimati sindaco e ministero ad entrare in giudizio, e ha chiesto alla Sezioni Unite di accogliere i loro ricorsi, oltre a quelli del pg di Trento.

Secondo il difensore, l’avvocato Alexander Schuster, invece, i ricorsi sarebbero inammissibili perché presentati da soggetti non legittimati ad impugnare la decisione: il fatto che una sentenza imponga ad un Comune di aggiornare i registri di stato civile – è la sua posizione – non consente allo Stato di «ingerire nella vita privata di persone e famiglie portandole in tribunale. La questione ha rilevanza costituzionale», a suo avviso, e disegna «uno Stato etico, paternalistico, incompatibile con uno Stato liberale».

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