Affitti case vacanze online: codice identificativo per tutte le strutture

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Risale a giugno l’annuncio del ministro del Turismo Gian Marco Centinaio sugli affitti online di case vacanza: «Basta praterie, si cambia.» In attesa di un provvedimento del Governo, alcune regioni stanno già sperimentando quella che dovrebbe diventare la norma anche a livello nazionale, ovvero l’obbligo di inserire un codice identificativo per gli appartamenti affittati tramite piattaforme web.

Dalla Sardegna al Veneto, ecco le regioni che hanno già legiferato in merito

Nell’ottica di inasprire i controlli sui “furbetti”, Sardegna, Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte hanno introdotto nuove regole per contrastare i pagamenti in nero. In Sardegna l’obbligo per le strutture ricettive di pubblicare lo Iun, Identificativo univoco numerico, in tutti gli annunci è stato esteso anche agli appartamenti privati. Già in vigore il codice identificativo per gli alloggi a uso turistico anche nel Lazio, mentre in Piemonte la procedura è stata sospesa. In Lombardia a partire da settembre sarebbe dovuto diventare effettivo per tutte le strutture ricettive extralberghiere il «Cir», Codice identificativo regionale, che però è stato posticipato a novembre. Infine c’è il Veneto, dove entro la fine dell’anno sarà operativo un regolamento specifico per contrastare il fenomeno dell’abusivismo, purtroppo ancora frequente specie nelle località più turistiche come Venezia e Verona.

Multe fino a 100mila euro per i trasgressori

La norma approvata dal Governo Gentiloni prevede la cedolare al 21% a chi affitta per meno di trenta giorni tramite intermediari immobiliari, quindi sia agenzie sia portali. Muovendosi verso un suo superamento, l’esecutivo attuale ha deciso di imporre a tutte le strutture ricettive un codice identificativo: per chi non lo utilizzerà scatteranno multe fino a 100mila euro. Il progetto sembra convincere le principali piattaforme di affitti online, purché il codice sia gestito da un portale nazionale in modo da semplificare la vita a chi desidera affittare una casa per brevi periodi. Dello stesso parere anche Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi: «Con le strutture extralberghiere non c’è nessuna guerra, sono convinto che ci sia spazio per tutti ma non ci deve essere concorrenza sleale». Un modello che i nostri ministri potrebbero imitare? Quello del Portogallo, dove il codice si ottiene nel momento stesso dell’inserimento dell’annuncio sulla piattaforma, collegata alla pagina dell’amministrazione pubblica.

di Laura Fabbro

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