Farmaci e solventi: sballo in cella Quattro detenuti in ospedale

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Tensione e paura nel carcere di Spini. Il primo allarme è scattato giovedì sera, dopo che due detenuti, alterati da un mix di solventi e farmaci, hanno dato in escandescenze e iniziato a compiere gesti di autolesionismo. Lungo e difficile l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria, per cercare di bloccare i due uomini che continuavano a sputare e non meno complesso quello dei sanitari del 118 che hanno cercato di medicarli, ricevendo in cambio a loro volta sputi. Entrambi i detenuti – magrebini – sono stati portati poi in ospedale in ambulanza. E una situazione simile si è ripetuta ieri mattina, con altri due detenuti trasportati all’ospedale dopo avere assunto probabilmente gli stessi solventi e altri farmaci.

Episodi di tensione che vanno ad aggiungersi a 3-4 proteste da parte di gruppi di detenuti  nelle ultime due settimane. Per fortuna non si tratterebbe di fatti eclatanti  – si parla di battitura contro le sbarre, urla, schiamazzi, ostacolo alle attività trattamentali per creare caos – che tuttavia segnalano un clima che all’interno del penitenziario di Spini si è andato riscaldando.

Ma torniamo ai fatti più recenti. Il primo allarme, come detto, risale a giovedì sera. Gli agenti sono interventi cercando (invano) di calmare due giovani detenuti, che avrebbero perso del tutto il controllo, alterati, pare dopo avere assunto solventi (usati di solito nei laboratori di lavoro) e farmaci. Non si tratterebbe né di una forma di protesta, né di un tentativo di compiere un gesto estremo. Le sostanze, scaldate e poi inalate, verrebbero assunte per cercare una forma di «sballo».

Un mix che, di fatto, avrebbe fatto perdere del tutto la lucidità ai due detenuti (ma non si può nemmeno escludere che avessero assunto della droga), che hanno iniziato anche a tagliarsi su tutto il corpo usando le lamette da barba. Riuscire a bloccare i due uomini, cercando di non mettere a repentaglio anche l’incolumità degli agenti, non è stato semplice e per ore i due detenuti «ribelli» avrebbero tenuto in scacco parte della struttura. Una volta bloccati, i due stranieri – che hanno sputato addosso agli agenti – sono stati accompagnati presso l’infermeria del carcere. Per medico e infermiere riuscire a prestare le prime cure ai due detenuti e medicare le ferite che si erano inferti da soli si è rivelata un’impresa a dire poco ardua. I due uomini, infatti, non sentivano ragioni, continuavano a respingere i sanitari, che sono stati investiti da una serie di sputi. Nonostante questo il personale del 118 ha garantito la massima assistenza. I due detenuti sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove si trovano tuttora ricoverati.

Ieri mattina una nuova emergenza: altri due detenuti stranieri avrebbero infatti assunto nuovamente un mix di solventi e farmaci. Gli agenti presenti hanno subito allertato i soccorsi e i due uomini sono stati portati in ospedale. I due gravi episodi di «sballo» e violenza confermano una situazione di tensione acuita dal sovraffollamento (in questi giorni nel carcere di Trento  sono reclusi circa 350 detenuti). Una situazione rispetto alla quale il Sinappe, il Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria chiede di rispondere con fermezza e misure radicali, come la previsione di sezioni chiuse e sanzioni disciplinari per i detenuti più facinorosi e pericolosi (si veda l’articolo a lato).

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