Catanzaro, il grido di dolore delle periferie

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CATANZARO «Sollecitare le istituzioni, a tutti i livelli, a dare concreta attenzione alle periferie di Catanzaro». È stato questo l’obiettivo che ha spinto numerose associazioni del capoluogo calabrese a organizzare, questa mattina, un sit-in in Viale Isonzo 222, strada del quartiere Pistoia nell’area sud della città che quotidianamente vive situazioni di estremo degrado sul piano sociale.
La manifestazione, promossa dal Comitato Civico Viale Isonzo e dalle associazioni “Arte di Parte”, “Periferie Mediterranee”, “Rom per l’Integrazione”, “Natura e Dintorni” e “Le Rondini”, ha visto anche la partecipazione di rappresentanti istituzionali del Comune e dell’Aterp, l’azienda per l’edilizia residenziale pubblica della Regione. Nel corso dell’iniziativa le associazioni, assistite da numerosi residenti, hanno messo in evidenza le tante problematiche che caratterizzano questa popolosa area di Catanzaro: la carenza di servizi, la mancanza di infrastrutture, la povertà dilagante, la presenza di una criminalità legata anche ad alcune cosche di ‘ndrangheta, la diffusione della droga e la difficoltà di integrazione di una consistente comunità di etnia Rom che risiede nel quartiere. Rivendicazioni che molti residenti di quella che è considerata una vera e propria “zona franca” di Catanzaro, compresi i rom, hanno ribadito anche nel corso del sit-in con punte di rabbia e di disillusione.

«Sono più di 30 anni – ha dichiarato Salvatore Spagnolo, presidente di “Periferie Mediterranee – che questa zona di Catanzaro è completamente dimenticata, dalla politica e dai governi a vari livelli, e a prescindere dai colori politici. E’ arrivato il momento che, per Viale Isonzo 222 ma anche per altre zone del capoluogo si mettano in campi interventi concreti e immediati». Le richieste, avanzate dalle associazioni e dai cittadini, vanno dal miglioramento dei servizi, a partire dall’illuminazione pubblica, dalla raccolta dei rifiuti e dalla rete acquedottistica e fognaria, alla creazione di spazi i dedicati ai bambini e di centri di aggregazione giovanile e sociale che puntino all’integrazione e tra catanzaresi e rom e anche al reinserimento di ex detenuti. Secondo Maurizio Caligiuri, presidente dell’associazione “Arte di parte”, «un segnale molto importante potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal Comune, attraverso la destinazione di alcune risorse del programma di “Agenda Urbana”, finanziato con fondi europei, alle periferie di Catanzaro». Le associazioni hanno inoltre sollecitato il Comune a fare pressing, anche con una causa giudiziaria, al governo nazionale per aver bloccato i programmi per la riqualificazione delle periferie, tra i quali anche quelli elaborati dall’amministrazione cittadina per complessivi 18 milioni. Alla manifestazione hanno partecipato anche, confrontandosi – meritoriamente – con le associazioni e i residenti, gli assessori comunali alle Politiche sociali, Lea Concolino, e ai Lavori Pubblici, Franco Longo, i consiglieri comunali di maggioranza Roberta Gallo e Manuela Costanzo, e di opposizione Gianmichele Bosco, Nicola Fiorita, Sergio Costanzo e Fabio Celia e i dirigenti dell’Aterp Massimo De Lorenzo e Pasqualino Mancuso.

Ant. Cant.

L’articolo Catanzaro, il grido di dolore delle periferie proviene da Corriere della Calabria.

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