A bordo di Queen Mary, immortale regina dei mari.

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È stata ed è tuttora, anche se non più in servizio e convertita in hotel galleggiante, una delle indiscusse regine dei mari che hanno contribuito a scrivere la storia della crocieristica mondiale. Il suo nome riporta la mente agli anni d’oro dei transatlantici di lusso e al suo interno si respira ancora un’aria piena di potenza, sfarzo e raffinatezza. Sto parlando dell’unica e iconica, Queen Mary. 

The Queen Mary

Lo storico transatlantico d’élite targato Cunard White Star, al giorno d’oggi semplicemente Cunard, fu uno dei più veloci ed eleganti mai costruito agli inizi degli anni ‘30. Pochi mesi dopo il grande debutto avvenuto nel 1936, con una velocità media di 30.14 nodi, vinse il suo primo Nastro Azzurro, un riconoscimento annuale attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media in attraversata Atlantica, un risultato doppiato con una media di 30.99 nodi nel 1938.  






Al suo interno, complice una stazza lorda di 81.237 tonnellate potevano trovare ospitalità, divisi in tre classi ben distinte, fino a 2139 passeggeri – 776 in prima classe, 784 in seconda, 579 in terza – e 1.101 membri dell’equipaggio.



Oltre a una serie di meravigliose installazioni Art Decò sono state utilizzate ben 57 diverse tipologie di legno per creare le eleganti decorazioni che impreziosiscono i maestosi saloni e i pannelli che ricoprono i corridoi e le aree comuni. Oggi convertita in hotel galleggiante presso il porto di Long Beach, California, la Queen Mary rimane una sosta obbligatoria per tutti gli appassionati di viaggi via mare che si trovano a passare per la scintillante città di Los Angeles.







L’80% delle aree visitabili, alcune cabine comprese, vanta ancora arredamento, luci e oggettistica originale. Inutile dire che fin dal primo passo al suo interno, nonostante alcune modifiche obbligatorie dettate dai tempi che corrono tra cui due moderni ristoranti, uno Starbucks e numerosi negozi di souvenir che una volta fungevano da biblioteche e luoghi di incontro per gli ospiti di prima classe, si respira un’aria pregna di storia e potenza degna di una vera regina dei mari alla quale viene mostrato da parte di tutti, seppur il gran via vai di ospiti, il massimo rispetto.






Ma come si può prendere parte a una visita sulla Queen Mary? Parto con il dire che siamo stati sfortunati, forse un po troppo. Complici il Thanksgiving, il forte traffico e il navigatore dell’auto che ci ha accompagnato che non voleva saperne di funzionare nel modo corretto, siamo arrivati un po’ tardi, circa un’ora prima del tramonto, il ché ci ha regalato una vista impagabile su questa splendida regina dei mari e sullo skyline della città, ma non ci ha permesso di godere appieno di tutti i ponti esterni e di alcune zone interne. Per visitare Queen Mary sono tre le diverse modalità d’accesso:

  • Entrare e visitare l’hotel galleggiante in solitaria, l’ingresso è gratuito.
  • Acquistare uno dei tre tour proposti al costo di 40$ o il pacchetto completo approfittando di un piccolo sconto.
  • Riservare, come nel nostro caso, un tavolo per cena in uno dei due ristoranti di bordo e accedere ai tour offerti pagandoli solo 10$ l’uno o 25$ il pacchetto completo.

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Una volta a bordo non tutte le aree sono accessibili. Alcune sono riservate ai tour guidati come ad esempio la piscina di prima classe, visitabile solo acquistando il Ghost and Legend Tour o il salone dedicato alla mostra sulla Principessa Diana, altre sono adibite a uffici privati per la gestione dell’hotel e altri ancora, ahimè, in manutenzione. Nonostante tutto, dopo aver girato per conto nostro, non ci siamo persi d’animo e abbiamo partecipato a uno dei tour offerti dall’organizzazione, The Glory Days, che racconta degli anni d’oro di Queen Mary, da elegante nave passeggeri a grigia unità impegnata nella seconda guerra mondiale durante la quale, nel mezzo di una traversata verso l’Inghilterra, ha ospitato al suo interno il numero record di 16.082 soldati provenienti dal nuovo continente.

Dopo la guerra Queen Mary venne totalmente rimessa a nuovo, il triste colore grigio che ricopriva lo scafo lasciò posto all’odierna combinazione cromatica bianco, rosso e nera, vennero aggiunte cabine, i saloni riacquistarono lo sfarzo e l’eleganza degli anni precedenti il conflitto mondiale e iniziò a effettuare nuovamente servizio di linea transatlantica fino al 1° dicembre 1967, giorno in cui terminò la sua carriera proprio nel porto di Long Beach.

Come si mangia a bordo? Beh devo dire che in questi american days , nonostante le dicerie che si sentono in giro, ho mangiato bene ovunque. Nonostante non sia la classica cucina mediterranea alla quale siamo abituati, la vicinanza con il Messico insinua nella cultura gastronomica californiana sapori decisi con tocchi di piccante e un uso massiccio di avocado che creano in bocca una piacevole armonia di sapori. La nostra scelta, inizialmente caduta sul ristorante situato sul ponte più alto dell’ex regina Cunard White Star, il Sir. Winston, è cambiata subito dopo aver dato un’occhiata al lungo menù dai prezzi decisamente spropositati, realizzando che scendere al piano di sotto e cenare al Chelsea Chowder House & Bar sarebbe stata la scelta più azzeccata. Cosa si mangia a bordo? Scordatevi i lussuosi piatti che venivano serviti negli anni ’30, al Chelsea Chowder, così come al Sir.Winston ma in maniera più “raffinata”, si assapora la classica cucina americana fatta di carne, frutti di mare, hamburghers e avocado.


Tirando le somme: ovviamente è un’esperienza che consiglio a tutti e sottolinearlo mi sembra inutile e scontato, ma è doveroso. Non capita tutti i giorni di avere la possibilità di visitare un transatlantico degli anni ’30 così ben conservato come nel caso della Queen Mary, ma avendola vissuta in prima persona e avendo avuto qualche piccolo incidente di percorso mi sento in dovere di darvi un paio di consigli:

  • Se avete intenzione di trascorrere qualche giorno a Los Angeles e avete in programma di partecipare a una visita sulla Queen Mary, prendete in considerazione di passare l’intera giornata a Long Beach, salite a bordo dopo pranzo e partecipate agli interessanti tour offerti dall’organizzazione, magari abbinando una cena in uno dei due ristoranti di bordo e, soprattutto, godetevi gli ampi ponti esterni.
  • Nel caso Long Beach fosse il vostro porto d’imbarco di un’eventuale crociera, perché non prendere in considerazione l’idea di pernottare bordo? Alcune stanze vantano ancora il 100% del mobilio originale, potrebbe essere un’esperienza davvero interessante.


#DDB #Diariodibordo

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